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I Linea 77:
Ciao a tutti, sono Paolo dei Linea 77, un gruppo di musica italiana dura, dico italiana anche se è una questione poi più degli ultimi anni perché noi, come tanti altri cervelli in fuga, non avevamo sicuramente l’etichetta di “cervelli” però comunque in qualche modo fuggivamo. Siamo usciti in Inghilterra prima alla fine degli anni Novanta, abbiamo fatto un paio di anni lì suonando un sacco e poi siamo tornati in Italia e grazie a quell’esperienza abbiamo acquisito una notorietà e un credito verso pubblico e addetti ai lavori che ci ha permesso di continuare negli anni, e a distanza di 12 anni dall’uscita del primo disco siamo ancora qua, abbiamo fatto sette album e l’ultimo è uscito non molto tempo fa. Siamo tuttora in tour, siamo un gruppo che praticamente è sempre in tour. Veniamo a Woodstock perché ci piace molto l’iniziativa che ha preso Beppe troviamo fondamentalmente che ci sia bisogno di un rinnovamento, che poi è uno degli aspetti centrali del messaggio che Beppe Grillo sono anni che cerca di divulgare. La situazione fondamentalmente è stagnante e avvilente e siccome siamo sempre stati convinti che non basta lamentarsi ma poi è anche necessario agire, agire anche solo aderendo in termini di principio a delle istanze, eccoci qua, fondamentalmente proposte come Parlamento Pulito piuttosto che il turnover obbligatorio per i parlamentari, il controllo delle risorse della Terra, impedire che queste vadano a finire nelle mani delle solite quattro multinazionali, sono argomenti che ci trovano favorevoli da tempo immemore. Devo dire che forse non siamo mai stati un gruppo politico nel senso che non ci siamo mai schierati apertamente per nessuno, di sicuro questo è stato anche determinato dal fatto che via via con il passare del tempo ci siamo sempre più disillusi sulla reale possibilità che un cambiamento avvenisse. Uno come Beppe con la vitalità, la simpatia, l’energia e la forza che ha è uno dei pochi rimasti che perlomeno ci fanno credere che se c’è una speranza lui è sicuramente uno di quelli che in qualche modo può alimentarla,e il cambiamento che noi e molti altri auspichiamo. L’Italia la vediamo male, stanca, provata e la cosa più preoccupante è che la vediamo, e in un certo qual modo lo siamo anche noi, disillusa, disillusa riguardo alla reale possibilità che un rinnovamento avvenga, un rinnovamento che non è solo l’avvicendarsi di facce nuove sulla tribuna dei politici, ma è anche proprio l’iniezione di argomenti nuovi, il superamento di contrapposizioni novecentesche che ormai siamo nel 2010, dando il merito a tutti e avendo molto rispetto per tutto il sangue che purtroppo è stato versato per tutte le ideologie crediamo che fondamentalmente questo debba essere il secolo non più delle ideologie, perché purtroppo le ideologie hanno molto spesso degenerato e causato un sacco di sofferenza e i morti. È necessario affrontare le cose non uno spirito pragmatico, senza preconcetti e senza pregiudizi e con un approccio vorrei dire anche laico che sia rispettoso della pluralità del pensiero di tutti gli italiani e non soltanto di una maggioranza, benché qualcosa da questo punto di vista siamo liberali nel senso più stretto del termine. Devo dire la verità, nonostante la lodevole iniziativa di Beppe personalmente per esempio non ho queste grandissime speranze che qualcosa cambi però di sicuro ho idea che come dice lui che ha quasi 60 anni e ha ancora voglia di incazzarsi, in qualche modo riaccenda un pochino la scintilla della nostra “ribellione”, non una ribellione fine a sé stessa ma una ribellione veramente a una situazione che è insostenibile da molto tempo. Un augurio di sicuro in principal modo è quella di liberarsi al più presto dello “psiconano”, come lo chiama Beppe, non tanto da un punto di vista fisico perché non auguro niente di brutto a nessuno e nemmeno a lui per quanto poi comunque qualche danno l’abbia fatto e lo stia facendo al Paese, alla collettività, però auguro all’Italia un avvicendamento generazionale, auguro all’Italia che nello spazio di qualche anno non si debba continuare a considerare giovani dei sessantenni, ma si riesca a dare spazio alle opinioni, alle istanze, che sono molto spesso quelle che determinano la vita civile, a soggetti più giovani, non necessariamente giovani perché sono contrario dall’altro punto di vista a una dittatura dei giovani, i talebani per dire sono tutti giovani. Però di sicuro a un aumento della partecipazione delle fasce più giovani non tanto alla vita politica nel senso di candidati, ma ben vengano, quanto alla vita civile, io spero che la coscienza civile, la coscienza collettiva riacquisti un peso specifico che dalla fine della Seconda guerra mondiale purtroppo si è man mano deteriorato sempre di più fino a arrivare a quella specie di atonia morale che viviamo ai giorni nostri e che fondamentalmente è un po’ la logica dell’ognuno che coltiva il proprio orticello, tutti attenti a fare in modo che la propria microstruttura funzioni senza curarsi poi della macrostruttura. Per cui è come avere la casa dentro pulita come uno specchio e profumata e vivere in una discarica, fondamentalmente l’immagine che mi viene è questa. Un saluto a Beppe e a tutti gli amici di questa iniziativa Woodstock cinque stelle, da Chinaski e da tutti i Linea 77.
Linea 77