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I partiti sono il passato, la democrazia diretta è il futuro.
“”No a Zapatero, no a Rajoy”. Il grido della Puerta del Sol si alza contro il premier socialista e contro il leader dell’opposizione. La rabbia delle piazze di Spagna accomuna i due maggiori partiti del Paese. Ma alla vigilia delle elezioni amministrative la rivendicazione del “Movimento 15-M” finisce per rafforzare il Partito popolare già lanciato verso una schiacciante vittoria. “Apoliticos, superpoliticos”, dice un cartello nel centro della capitale. “Vogliamo cambiare questo sistema dei partiti, non voteremo per i socialisti di Zapatero ma nemmeno per i popolari di Rajoy o per Izquierda Unida” dice Cristina Rodriguez, 23 anni, una delle tante voci di questa protesta. “Daremo la preferenza ai partiti minori, oppure meglio annullare la scheda o votare scheda bianca”.
È una degli “indignati”, una tra le migliaia di spagnoli di questa sollevazione spontanea, nata dal passaparola della strada e dalla capacità di coinvolgere di Internet.”
Caspita! Ma sta gente farà perdere Zapatero e la sinistra!” Alex Scantalmassi