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Quando l’italiano precario, disoccupato, pensionato con quattro lire, sente parlare di sacrifici si allieta. Pensa, in buona fede, che i sacrifici li faranno, finalmente, anche gli altri. Poi riflette un attimo, ascolta Napolitano e Tremorti, e fa un altro buco nella cintura.
“Napolitano :” Servono sacrifici“. Caro Napolitano sono un cittadino molto paziente ma se sento di nuovo queste due parole commetto vilipendio e ci vado giù bello pesante. Possibile cavarsela ancora con questa formuletta del sacrificio? La gente onesta è stata sacrificata, è bella che morta, non si va più avanti. Ci rifletta questa estate quando si farà due bei paccheri agli scampi nella sua villa a Capri.” Luca Gianantoni, Assisi