Condividi
Bersani e la privatizzazione dell’acqua
(9:21)

Oggi Bersani afferma: “Il Cavaliere va mandato a casa“. Quando lo dicevano gli altri erano considerati giustizialisti, grilllini, populisti, dipietristi, demagoghi, violenti. Il Pdmenoelle è costretto a prendere posizione contro il suo socio in affari, ormai fuori di testa, a cui ha concesso tutto: impunità, conflitto di interessi, ricchezza attraverso le concessioni televisive con in cambio solo l’uno per cento dei ricavi. Si sono spartiti insieme l’Italia. Se al Cavaliere subentra il suo Cavallo non cambierà nulla. Anzi, avremo in più la soddisfazione di essere presi per i fondelli.
I semprevergini del Pdmenoelle hanno l’imene che si rigenera dopo ogni rapporto sessuale. Sono i maestrini della democrazia delle concessionarie. Il Pdmenoelle, al pari degli altri partiti, si nutre delle risorse dei cittadini. Però spiega, articola, dialoga insomma ti fotte con leggerezza.
I pidimenoellini erano in massa al No Berlusconi Day a rilasciare interviste, ma non erano presenti a votare contro lo Scudo Fiscale. I Pdmenoellini stanno privatizzando l’acqua, per loro è uno scambio di favori, di poltrone, di potere. Non è un bene primario. Nel filmato Bersanetor cita come esempi positivi Suez e Veolia, le grandi multinazionali francesi dell’acqua, ma a Parigi il sindaco le ha mandate a fanculo, il comune gestirà l’acqua direttamente dal primo gennaio 2010, con un risparmio di 30 milioni di euro. Bersani è lo sponsor vivente degli inceneritori, dei rigassificatori, dell’acqua privatizzata. L’acqua non si tocca. Il prossimo Vday sarà per l’acqua pubblica, l’ 8 maggio 2010.

Caro Beppe,
cosa vuol dire privatizzare? Me lo chiedo da quando, nel 2008, partecipai attivamente ad un Referendum contro la “privatizzazione” di Aimag, società che gestisce Acqua, Gas e Rifiuti nella mia città ed in altri 20 Comuni. Quante volte, in quei giorni, ci siamo sentiti dire dai cittadini che la nostra campagna referendaria era falsa, che avevamo solo mire politiche e che le nostre argomentazioni erano pretestuose, perchè “l’acqua e gli impianti sono pubblici per legge” e quindi non si stava “privatizzando” un bel niente. Non li si può biasimare, assuefatti com’erano dalla martellante propaganda del Pd che poggiava su ragioni inconsistenti e messaggi fuorvianti (il più memorabile dei quali era una cartolina che recitava: “Aimag privatizzata? No,+ forte” laddove, trattandosi di Referendum abrogativo, votare No significava pronunciarsi a favore della privatizzazione). A distanza di un anno, l’indomani dell’approvazione del decreto Ronchi, è stranamente il Pd a gridare allo scandalo per la “privatizzazione dell’acqua”, nonostante acqua ed impianti rimangano ancora pubblici per legge. Perciò a Carpi, nel periodo del Referendum, doveva vigere una specie di diktat all’interno del Pd: guardarsi bene dall’usare la parola “privatizzazione”, non parlare neppure di “liberalizzazione”, ma raccontare tutt’al più che si trattava di una “partnership industriale”, come recita bene Bersani(no) nel video. E visto che, nel frattempo, la società che ha acquisito parte di Aimag (Hera) non ha fatto alcuna proposta di sviluppo industriale, sarebbe importante capire non solo il significato della parola “privatizzazione” per il Pd ed il suo segretario, ma anche quello di “partnership industriale”.
Purtroppo, caro Beppe, ora come allora resta vero il pensiero che prendemmo pari pari dal tuo blog ed usammo nel nostro manifesto: “Chi controlla i bisogni primari, controlla la società. Pdl e Pdmenoelle lo sanno bene. Senza acqua si muore, ma se l’acqua viene privatizzata i partiti vivono meglio. I concessionari sanno essere riconoscenti, voti, soldi, poltrone, finanziati dal rincaro dell’acqua per i cittadini”. Con un unica variante: l’offerta di poltrone è diventata biunivoca. Infatti, dopo le ultime elezioni amministrative, un dipendente Aimag ed uno Hera siedono comodamente in consiglio comunale nelle fila del Pd.” Andrea Losi. Portavoce della Lista Civica Carpi a 5 stelle

Condividi
Articolo precedenteSgarbi sottocosto
Prossimo articoloMamme morte di fame