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I veleni di Taranto
(11:20)

Taranto è una città a rischio estinzione. Un luogo benedetto da Dio e stramaledetto dagli uomini. Si respirano diossina e benzopirene in quantità industriali e i tumori sono ormai la norma. Il solito ricatto “lavoro o salute“, come se le due cose fossero inconciliabili e non si potesse lavorare senza inquinare l’ambiente e uccidere le persone. A Taranto oltre all’Ilva ci sono due inceneritori, uno, come sempre, della Marcegaglia. Per non farsi mancare nulla ieri sono stati sequestrate 27 tonnellate di rifiuti ferrosi radioattivi con tasso elevato di cobalto 60 destinati all’Ilva per produzione dell’acciaio.

Intervista a Federico Catucci organizer degli Amici di Beppe Grillo di Taranto.
Vi vorrei parlare della mia meravigliosa città, che è stata la capitale della Magna Grecia e che ha chiuso con un dissesto di circa 637 milioni di Euro nel 2008.
Se guardate Taranto attraverso Google Maps noterete che è un cratere nero, scomparso, c’è la polvere di carbone, la polvere di ferro che ci sommerge da cinque decadi, da quando hanno deciso che in questo luogo bellissimo con due mari, questo luogo incredibile doveva essere sede della più grande acciaieria d’Europa. In più c’è l’Eni che è un petrolchimico, Cementir… tutta una serie di aziende pesanti che si trovano a meno di 100 metri, tutto questo potete immaginare quanto sia benefico per la salute.

Taranto è un cratere nero ( espandi | comprimi)
Taranto, visto che si trova in questa situazione per la sanità e l’ambiente, nel 1986 è stata dichiarata a elevato rischio ambientale. Nel 1998 è stato approvato un piano per il disinquinamento del territorio della Provincia e il risanamento dello stesso territorio, tuttavia è rimasto e rimane sulla carta, nonostante gli impegni, nonostante la nostra azione di protesta e di proposta, seguite da una serie di promesse da parte della parte industriale, della politica e dei sindacati,

Mezzo secolo di diossine ( espandi | comprimi)
Sono 50 anni che vengono emessi quantità di diossina, la Regione sotto l’insistenza da parte dei cittadini tarantini ha creato una legge farlocca promettendo di far abbassare i valori di inquinamento da diossina a livelli delle norme europee, ma in realtà, siccome la legge è stata realizzata per perdere tempo e hanno legiferato in materia ambientale, c’è stata da parte del governo l’eccezione di competenza e sono state svuotate completamente la legge e i suoi valori.

Il referendum scomparso ( espandi | comprimi)
Nonostante il desiderio da parte della politica di mantenere lo status quo perché è di interesse per scaldare le loro poltrone, i cittadini organizzati in vari comitati, hanno richiesto tantissimi interventi. Uno dei più importanti è il referendum per la chiusura della zona più inquinante di questo colosso acciaieria, Ilva, oppure della chiusura totale, perché siamo dell’opinione che se c’è un problema di questo livello non possiamo sperare in ambientalizzazioni

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