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La parola liberalizzazione per il tandem Prodi-Bersani ha la stessa potenza della parola perestroika usata a suo tempo da Gorbaciov. Rappresenta il nuovo corso che libererà l’Italia da corporazioni e monopoli secolari. Da tutte le corporazioni, da tutti i monopoli. Liberi, libertà, liberalizzazioni. Ci sentiamo tutti più leggeri.Viene voglia di cantare “Volare” sotto la doccia.
Preso da questa ebbrezza mentale ho saputo che la prima corporazione italiana, quella che non molla mai l’osso, l’Ordine dei parlamentari, ha avviato un’altra liberalizzazione, quella dei presunti mafiosi. La Camera ha bocciato infatti la norma che escludeva dalla commissione Antimafia i parlamentari indagati per mafia. L’emendamento è stato presentato da Orazio Antonio Licandro del Pdci. Solo 21 dipendenti hanno votato a favore, tutti gli altri lo hanno bocciato. Lo hanno fatto in nome della libertà: la loro. In un certo senso sono anche coerenti. Perchè privare la commissione Antimafia dell’esperienza conquistata sul campo dai presunti mafiosi? E’ un’esperienza presunta, ma è sempre meglio di niente. La competenza non si inventa.
I parlamentari sono una corporazione. Non si può pretendere che si riformino da soli. l parlamento va liberalizzato. Va istituita una commissione esterna. Proporrei come membri alcuni cococo, due impiegati di call center, qualche operaio, un paio di madri di famiglia e un ragioniere. E poi via con la madre di tutte le liberalizzazioni. Quella del parlamento. Per mandare a casa i condannati in via definitiva, allineare stipendi e indennità a quelli degli altri parlamenti europei, togliere l’immunità parlamentare, eccetera, eccetera.
I condannati in via definitiva aumentano a vista d’occhio. Il buon Travaglio che ha pubblicato in questi giorni il suo nuovo libro: “Onorevoli Wanted” ne ha contati 25, e io che ero rimasto a 20…

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