Condividi
Il bazooka scarico della UE
(11:30)

pp_youtube.png

E’ necessario, quanto prima, un contenimento coatto della spesa pubblica italiana, andando a colpire tanto i dipendenti statali, quanto tutte le autorità di rappresentanza, sia politica che istituzionale, che impattano profondamente sui bilanci italiani. Solo con un ridimensionamento consistente dei costi dello Stato, dell’amministrazione statale italiana, è ipotizzabile creare le premesse per un abbassamento consistente di decine di punti percentuali sulla tassazione diretta e indiretta per persone fisiche e imprese e poi, secondariamente, l’istituzione di benefici fiscali attraverso delle vere e proprie defiscalizzazioni di redditi e di profitti per le grandi multinazionali e per le grandi aziende che volessero venire a impiantarsi in Italia, in particolar modo nelle regioni del Sud, dando lavoro a tempo indeterminato.” Eugenio Benetazzo

Intervista a Eugenio Benetazzo, economista indipendente

Depressione economica di portata planetaria (espandi | comprimi)
Dopo il venerdì nero della scorsa settimana l’Europa, la borsa italiana per l’ennesima volta ripropone performance drammatiche, emulando quanto sta accadendo su mercati paralleli quali quello spagnolo e greco.
Ormai non c’è molto da lasciare all’immaginazione, è chiaro quello che sta accadendo sul fronte finanziario. I grandi operatori istituzionali, ma anche gli operatori, anche i piccoli risparmiatori, stanno fuggendo da una situazione considerata ormai ingestibile, ovvero scaricano, vendono titoli di Stato, soprattutto bancari, italiani e europei, timorati di un ulteriore peggioramento del quadro in Europa.

Un piano per sollevare il Paese (espandi | comprimi)
Non vi è dubbio che il debito ormai ha una proporzione notevole, ma il debito in sé è una variabile che può essere considerata sul piano statico non determinante, è la sua evoluzione e la capacità di riuscire a rimborsarlo nel tempo che, in questi ultimi 18 mesi, viene messa in discussione a fronte della perdita di piccole e medie imprese che chiudono per fallimento, per processi di delocalizzazione o di internazionalizzazione