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Il bombarolo
(4:21)

Bomba o non bomba, arriveremo a Roma… Un falso allarme bomba sull’aereo di Berlusconi è stato intercettato su una frequenza dell’aeroporto di Fiumicino. Lo psiconano si trovava a Palazzo Grazioli. 200.000 italiani incazzati da disinnescare erano invece in Piazza del Popolo. Nonostante le ricerche non è stato trovato nessun ordigno. Fanno sempre le cose a metà. Raccolgono le firme, ma non le consegnano. Annunciano una bomba, ma si scordano di metterla. Berlusconi ha ragione da vendere nel voler rifare il PDL. Nei momenti di difficoltà lo lasciano da solo e non sempre si ha la fortuna di incontrare un Tartaglia sotto la Madonnina. “C’è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo(*)” e chi piangeva sotto la doccia perché lasciato solo. L’unico a metterci la faccia è stato il Buttafuori della Difesa. La Russa, il Satanassino dell’Amore, ha detto con il viso delle occasioni storiche: “Un allarme è sempre tale, non è mai falso. E queste cose, per fortuna senza conseguenze, nascono da un clima di odio“.
Berlusconi, per prevenire le intercettazioni, denunciò nel 1996 la scoperta nel suo ufficio di una spia dalle dimensioni incredibili, detta: “la mozzarella“. Da allora è l’uomo più intercettato d’Italia. Lo psiconano dovrà fare tutto da solo per salvarsi, come il suo ex compagno della P2 Michele Sindona (tessera 501) che simulò un finto rapimento da parte della mafia. Per renderlo più credibile si anestetizzò una gamba per farsi sparare. Non ci sono più i piduisti di una volta. Lo psiconano (tessera 1816) avrebbe lo stesso coraggio? E poi non sai mai come va a finire. Ancora Sindona, in carcere per l’omicidio di Giorgio Ambrosoli, tentò un finto avvelenamento con il cianuro nel caffè per ottenere l’estradizione negli Stati Uniti. Si dice che qualcuno, a sua insaputa, aumentò la dose e il bancarottiere dei due mondi ci rimise le penne. Sindona aveva amici in Vaticano, nella massoneria deviata, nella mafia, ricorda qualcuno.
Urlare al lupo è pericoloso soprattutto se si è d’accordo con il lupo. “Nello scendere le scale – ci metto più attenzione – sarebbe imperdonabile giustiziarmi sul portone(*)”.
(*) Il bombarolo (1973) di Fabrizio De Andrè