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intervento di Roberta Lombardi

Vi ricordate di quando vi abbiamo parlato di tutti i soldi pubblici delle nostre tasse che sono stati dati a Regioni e Comuni per costruire case in edilizia residenziale pubblica? Vi ricordate quando abbiamo denunciato che sul corretto utilizzo dei nostri soldi sia le Regioni che i Comuni non hanno mai vigilato? Questo meccanismo si chiama “edilizia agevolata e convenzionata“, in una espressione: “Piani di Zona“, ma si traduce praticamente in “dammi i soldi e fatti i fatti tuoi“, come ben spiegato in questo servizio di Chiara Privitera con riprese e montaggio di Gianni Del Popolo.
Ecco come funziona il gioco: le Regioni erogano i finanziamenti ai costruttori (ovviamente soldi nostri) e i Comuni stipulano, sempre con i costruttori, degli accordi detti Convenzioni. L’ente locale mette a disposizione il terreno su cui costruire e non fa pagare al costruttore i costi degli oneri di urbanizzazione (strade, spazi di sosta e parcheggi, fogne, rete idrica, rete di distribuzione energia e gas, pubblica illuminazione, spazi di verde attrezzato) perché Teoricamente a queste opere ci dovrebbe pensare lui. Quindi io costruttore ricevo i soldi per edificare, non pago il terreno e per di più mi posso organizzare da solo per urbanizzare la zona dove costruisco: TUTTI BUONI A FARE I COSTRUTTORI COSI’, no?
Cosa chiedono in cambio di tanto bengodi la Regione e il Comune? Che le case realizzate a queste condizioni di tutto vantaggio vengano vendute o affittate a prezzi più bassi di quelli di mercato, visto che il costruttore non ha rischiato nulla di suo.
Cosa dovrebbero fare la Regione e il Comune? Vigilare che i soldi pubblici dati in mano a privati siano effettivamente utilizzati per lo scopo per cui sono stati erogati. E se a seguito di questo controllo viene accertato che questo non avviene, il Comune può acquisire l’immobile, pagando solo l’eventuale differenza tra quanto dovutogli dal costruttore e quanto da lui già effettivamente speso per la costruzione.
Quanti soldi recupererebbero i nostri Comuni dai bilanci strozzati se decidessero FINALMENTE di passare alla cassa dei costruttori e si facessero pagare i diritti di superficie e gli oneri concessori che hanno dato GRATIS a finte cooperative e veri truffatori?
Cosa significherebbero questi soldi? Più servizi pubblici, più asili, meno tasse locali, più manutenzione della città, più servizi sociali.
Non è vero che i soldi non ci sono. Non ci sono mai per il cittadino, ma per gli amici dei partiti sì!Roberta Lombardi