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Santi Laici 2012
(04:15)

Quest’anno il Calendario dei Santi Laici è anche un libro dal titolo “Santi Laici”. Si legge come un breviario. Ogni nome racconta una storia di un eroe italiano. Ogni storia, una preghiera laica.

Introduzione a Santi Laici 2012 di Beppe Grillo.

“A come Ambrosoli, B come Borsellino, C come Chinnici, D come Dalla Chiesa. Nell’alfabeto dei Santi Laici nessuna lettera è senza uno o più nomi. Persone cadute per un’Italia migliore che non ha ancora visto la luce a trenta o quarant’anni dalla loro morte. Figure dimenticate o diventate iconografie da ricordare solo nelle ricorrenze, spesso da coloro che hanno contribuito al loro isolamento e alla loro fine. In Sicilia si dice che il primo mazzo di fiori al funerale sia del mafioso che ti ha fatto uccidere, lo stesso vale per molti discorsi tenuti in Parlamento per commemorare i servitori dello Stato da chi non ha alzato un dito per proteggerli. L’Italia è una grande Via Crucis laica.
Ogni regione, ogni città ha i suoi santi protettori, magistrati, poliziotti, semplici cittadini. A loro sono di rado dedicate vie, piazze o statue. Vivono nella memoria degli onesti e poco più. Eppure il loro ricordo, nel tempo, diventa più forte, come una luce che si fa strada nelle menzogne e nelle vigliaccherie.
I luoghi che li hanno visti cadere sono diventati parte della memoria collettiva, moderni sacrari del senso di patria e di società civile. Un viaggio in Italia può partire da Piazza della Loggia a Brescia, continuare per Piazza Fontana e per il Pac a Milano, prendere il treno per la stazione di Bologna, visitare la Torre dei Georgofili a Firenze, poi via Fani a Roma e proseguire per Capaci e via D’Amelio a Palermo. Ogni tappa della Via Crucis è un monito all’indifferenza degli italiani che credono, ingenuamente, che stare a guardare li salverà da un futuro in cui la democrazia sarà una parola senza più alcun significato. Giulio Andreotti che ha celebrato il bancarottiere Sindona, il mandante della morte di Giorgio Ambrosoli, come “salvatore della lira“, è senatore a vita. Chi ha fatto parte della P2, la loggia massonica eversiva il cui responsabile, Licio Gelli, è stato condannato per depistaggio per la strage alla stazione di Bologna, è oggi Presidente del Consiglio, come Silvio Berlusconi, tessera 1816, o portavoce del partito di maggioranza, come Fabrizio Cicchitto, tessera 2232. Paolo Borsellino disse che non è necessario un processo, una sentenza, perché coloro che frequentano mafiosi e corrotti siano allontanati da ogni carica pubblica. È sufficiente il giudizio morale, l’etica all’interno dei partiti. Con questo metro Totò Cuffaro non sarebbe mai diventato presidente della Regione Sicilia e molti politici non sarebbero mai entrati in Parlamento.
Di fronte a questa strage enorme, di migliaia di persone, avvenuta negli ultimi cinquant’anni, frutto di una guerra civile mai dichiarata tra onestà e malaffare, è lecito chiedersi con gli occhi dell’Italia devastata di oggi, se ne valeva la pena. Se Cassarrà e Vassallo, Impastato e Scopelliti, Livatino e Rostagno sono morti per nulla. Forse l’Italia è un Paese che non ha bisogno di eroi perché sono la nostra cattiva coscienza con cui non vogliamo convivere. O forse no, ma di questo non sono sicuro.”