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A Genova sono sepolti i garibaldini e insieme a loro l’idea di un’Italia migliore.
“Caro Beppe, si stanno spendendo fiumi di soldi e retoriche parole sull’Unità d’Italia, ma di quelli che quell’Unità l’hanno fatta ci si è dimenticati. Mentre a Quarto si è inaugurato un nuovo “monumento” con parata di politici locali e nazionali (ed amici della “cricca” Balducci), nel Cimitero Monumentale di Staglieno il Campo dei Mille è caduto nell’oblio. Tombe rotte, volti e nomi cancellati, sterpaglie ammucchiate sulle lapidi e vegetazione ormai padrona del tutto. Non c’è che una piccola corona che “d’ufficio” viene riposta d’inerzia ogni anno. Non va meglio alla lapide con i tutti i nomi dei Mille, accanto allo scalone che porta al Pantheon. Qui è tutto annerito dal tempo e molti dei garibaldini sono ormai illeggibili. Quella dei reduci è monca… mancano ormai due lapidi su tre. Anche Nino Bixio, sepolto con tutti gli onori nel Pantheon, è ormai una presenza che non ha attirato attenzione. Un pochino meglio va a Mazzini, ma anche qui nessuna corona o targa per il 150°. Ormai Garibaldi e Mazzini sono stati “consegnati” all’abuso simbolico di massoni e ‘ndranghetisti… alla politica interessano sono le parate mediatiche, oltre al distribuire, immancabilmente, qualche milione per i “Grandi eventi” agli amici delle “cricche“.” C.Abbondanza, Casa della legalità