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Ragazzi, se nel vostro orto vedete improvvisamente un cavolfiore gigante o un sedano di dimensioni mostruose, fate finta di niente, fischiettate e, senza dare troppo nell’occhio, datevi alla fuga.
Gli ortaggi potrebbero celare solerti funzionari delle forze dell’ordine impegnati a capire se state innaffiando piantine di cannabis.

E’ in atto in Italia, oltre alla sorveglianza degli aeroporti e dei possibili obiettivi di Al Qaeda, anche la sorveglianza degli orti.

La cronaca di questi giorni del famoso sequestro di cannabis a Segonzano in provincia di Trento è un pezzo da antologia.

“Gli uomini della guardia forestale avevano notato un agricoltore intento ad annaffiare amorevolmente alcune piante, alte oltre un metro, poste in mezzo ad un campo di mele. I Forestali hanno capito che si trattava di una vera piantagione di canapa indiana. Hanno avvertito i Carabinieri della compagnia di Cavalese che hanno scoperto 150 piante. Immediatamente è scattato il sequestro e il proprietario del campo, un agricoltore di 38 anni è stato denunciato”.(*)

L’agricoltore rischia fino a sei anni di galera e una multa di 77.000 euro.

Ma Tanzi e Cragnotti quanto rischiano?
E le forze dell’ordine non hanno proprio di meglio da fare?
E, infine, non sarebbe il caso di abrogarla questa legge ed erogare al massimo delle sanzioni pecuniarie?

Un consiglio, il vasetto di cannabis che avete sul balcone portatelo in casa e non aprite a nessuno.
Neppure a un cetriolo gigante.

(*) fonti: L’Adige, Corriere della Sera.