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“Ormai è chiaro che in tema di conflitti di interessi Renzi e il suo governo hanno ben poco da invidiare al grande maestro, l’ex Cavaliere di Arcore. Ora si scopre che il ministro Boschi è anche azionista della Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, istituto che ha fatto un balzo del 66% in Borsa per effetto degli annunci trapelati, a mercati aperti, da Palazzo Chigi sulla riforma delle maggiori banche regolate dal voto capitario. Non bastava sapere che papà Boschi è vicepresidente della Popolare dell’Etruria, intermediario del credito presso cui lavora pure il fratello del ministro delle Riforme. Adesso si scopre, dunque, che esiste anche un interesse formale diretto, seppur piccolo, della giovane Maria Elena nell’istituto. E pensare che Boschi non si è neppure astenuta dal voto nella seduta del Cdm del 20 gennaio che ha approvato il decreto di riforma delle popolari. Non ha nemmeno salvato ipocritamente la forma e ha finito per fare peggio di Berlusconi che, da premier, ogni tanto si alzava e usciva dal Consiglio dei ministri quando si decideva qualcosa sui suoi affari privati. Noi abbiamo già annunciato un esposto a Consob sulle fughe di notizie che hanno sconvolto la Borsa sul finire della settimana scorsa. Adesso faremo in modo che il governo venga a rispondere in Parlamento di questo modo protervo e arrogante di trattare le commistioni tra la cosa pubblica e gli interessi privati.” M5S Parlamento