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Nessun partito in Italia vuole eliminare le Province. La prova evidente è che tutti partecipano alle elezioni provinciali e tutti hanno consiglieri provinciali. Poltrone e finanziamenti pubblici non si rifiutano mai.
“Sono andato a fare qualcosa che i cittadini di questo disgraziato paese non fanno, ovvero trovare i propri dipendenti (leggi: i politici) nei propri uffici (che noi paghiamo), un consigliere provinciale in Provincia di Firenze. Veramente sono andato a trovarlo dopo 4 volte che lo chiamavo chiedendo alla segretaria di essere richiamato. Niente. Dopo mesi di attesa sono andato a cercarlo. Non volevo parlare di bunga bunga, nè di ideologie. Non volevo volare alto. Volevo chiedergli cose che riguardano la vita di tutti di tutti i giorni, perchè non esiste manutenzione ordinaria sulle strade provinciali, perchè alla ripartizione strade vengono date consulenze a cani e porci per decine di migliaia di euro a botta, perchè le ditte in appalto-subappalto che lavorano per la provincia spesso mollano i lavori per mesi e mesi lasciando tutto abbandonato. Non mi sembrava di chiedere la luna. Ma questo non sapeva niente di niente. Sapeva solo rispondere con scuse generiche. Cioè, che lui, come semplice consigliere provinciale, non aveva nessun potere, nessuna delega, nessuna voce in capitolo. Ho capito che ero un fastidio, lui era impegnato a chattare al computer, queste erano fastidi ai quali lui non “competeva”. Ogni tanto dalla stanza accanto sentivo una voce, che ripeteva “tutta colpa di Brunetta!…tutta colpa di Brunetta!…”. Credevo fosse un pappagallo o uno di quei merli indiani addestrati a ripetere una frase. Invece era la segretaria (addestrata) che parlava per lui, ma non sapeva dire altro. Qualcuno mi può spiegare (forse uno dei tanti che scrivono sul tuo blog) in parole povere in cosa il tizio che sono andato a trovare è “diverso” da quelli di altri partiti? Ps: volevo anche sapere lo stipendio di un consigliere provinciale ma lasciamo perdere… Scusa la mia ingenuità.” franco b.