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Il delitto di usura
(06:00)

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Viviamo in bancocrazia, il naturale sviluppo capitalistico della democrazia affidata alle banche che hanno persino il potere di nominare i loro premier. Il blog ospita l’intervento di Emidio Orsini, segretario del “Il delitto di Usura” un foro informatico, senza scopo di lucro, costituito esclusivamente da vittime di usura ed estorsione bancaria e criminale, nonché da sostenitori anche anonimi.

Intervento di Emidio Orsini, Segretario nazionale del movimento “Il delitto di Usura”

“Saluti a tutti, sono Emidio Orsini, segretario nazionale di un movimento apartitico, che è “Il delitto di usura”. Quando parliamo di usura bancaria qualcuno mi chiede: “Ma come fanno le banche a applicare i tassi usurari?”. Perché le banche sull’assunto che delle circolari della Banca d’ Italia li hanno indotte in errore, non hanno mai conteggiato nel costo del denaro le commissioni di massimo scoperto, quindi applicando gli interessi sono sempre qualche centesimo di percentuale sotto al tasso soglia, quello applicato trimestralmente sulla gazzetta ufficiale. Poi lo hanno superato, naturalmente, aggiungendo le commissioni e le spese non dovute che superano di gran lunga i tassi soglia, che diventano tasso da usurario.
Vorrei parlare dei tanti privilegi delle banche, perché oltre a applicare l’usura, le banche detengono privilegi immensi. Tra questi ne voglio indicare due: la possibilità, solo per esse, di segnalare il modo discrezionale, unilaterale alla Centrale Rischi il cattivo pagatore o il presunto debitore. Il più delle volte questo presunto debitore alla fine di lunghi e costosi procedimenti civili, magari si dimostra che non è debitore di ciò che crede la banca o, addirittura, è creditore della banca, però gli viene sbarrata la porta di accesso a qualsiasi credito legale, viene emarginato dalla società e considerato come un appestato in quanto segnalato come cattivo pagatore nella centrale rischi della Banca d’ Italia e delle CRIF.
L’altro grande privilegio che hanno le banche è la possibilità, ai sensi dell’articolo 50 del Testo unico bancario, con una dichiarazione estesa da un proprio funzionario (non da un soggetto terzo) che attesta che il credito richiesto è certo, liquido e esigibile. Il giudice a occhi chiusi concede i decreti ingiuntivi provvisoriamente esecutivi, poi nelle more dei lunghi e costosi procedimenti civili le banche espropriano la vittima, l’utente, di ogni proprietà, con aste giudiziarie. Dopo vent’anni arriva la sentenza che asserisce che quel credito non era vero o esigibile.
Sono anni che stiamo facendo una battaglia per ristabilire quanto meno la pari dignità, altrimenti è un confronto impari quando un utente vessato dalle banche deve confrontarsi con soggetti che hanno tempi illimitati e soldi a non finire, che si definiscono imprenditori, ma non possono essere definiti tali, perché di imprenditori non hanno nulla! L’imprenditore rischia, fallisce, le banche non rischiano nulla, prendono i soldi all’1% e li rivendono allo Stato al 5 % o 6% quando va bene! Ai privati a oltre il 10%! Non falliscono mai! L’esempio del Monte dei Paschi di Siena, la più antica banca del mondo. Se fosse stata veramente una azienda privata sarebbe fallita da tanti anni, invece è lì e resiste con i soldi degli utenti, dei cittadini italiani, e il suo ex Presidente oggi è Presidente dell’ABI, Mussari,
Sarebbe opportuno ridurre le contrapposizioni e le ostilità tra i consumatori e le banche, i fallimenti, i contenziosi, decongestionare gli uffici giudiziari. Porto l’esempio della Spagna: l’Associazione bancaria spagnola due giorni fa ha deciso di venire in contro ai proprietari di case in difficoltà con le rate del mutuo, e i partiti spagnoli stanno per varare una legge ad hoc. In pratica l’associazione bancaria spagnola ha congelato ogni azione esecutiva, loro li chiamano gli sfratti immobiliari, per due anni, per tutti i soggetti che non possono più pagare le rate puntualmente. Questa sarebbe una bella boccata d’ossigeno per gli italiani, ridotti alla fame. È una battaglia che noi come “Il delitto di usura” conduciamo da anni, in tutte le sedi istituzionali, politiche e partitiche e di governo, ma non siamo ascoltati. Io spero che veramente accada qualche cosa su questi rapporti, perché non è più possibile tenere un popolo schiavo di istituti di credito, allora sarebbe meglio nazionalizzarli! “