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Il direttore de l’Unità, giornale mantenuto dai contribuenti con 152 milioni di euro pubblici in 24 anni, Erasmo D’Angelis ha pubblicato in prima pagina nel sito del giornale piddino una colossale bufala su Virginia Raggi, candidata sindaco del MoVimento 5 Stelle a Roma. Smascherato, sbugiardato e sbertucciato da tutta la Rete, D’Angelis non ha chiesto scusa e al Corriere della Sera ha detto che non si tratta di bufala, ma di “giornalismo 2.0“. D’Angelis quindi non è un bufalaro, ma la “vergogna dell’informazione italiana 2.0“.

dal Corriere della Sera
Direttore avete chiesto scusa a Virginia Raggi?
«Ci siamo scambiati tweet la sera stessa. Ora è tutto a posto».
Così Erasmo D’Angelis, direttore dell’Unità, commenta il video pubblicato dal suo sito di una ragazza molto somigliante alla candidata M5S, apparsa nello spot elettorale azzurro del 2008 con la canzone «Meno male che Silvio c’è», ponendo il quesito se si trattasse della Raggi.
Non avete pensato ad una rettifica quando la Raggi vi ha smentito?
«No, perché non è un’operazione politica, ma è giornalismo 2.0 (???, ndr)».
Vuol dire che non si fanno più verifiche?
«Voglio dire che la comunicazione social punta molto sulla quantità e sulla velocità (di certo non sulle bufale come fa l’Unità, ndr). Sono sicuro che anche il Corriere.it avrebbe caricato il video».
Ma lei non crede che potevate controllare?
«La somiglianza è oggettiva e i social pieni di “smanettoni” che segnalano foto e video (e con qualche allocco che si beve tutto senza verificare come il direttore de l’Unità, ndr). Questo è accaduto».
Ha richiamato il responsabile del suo sito?
«No, perché ha fatto bene a pubblicare quel video».
Ha fatto bene a pubblicare una «bufala»?
«Il web ha modificato profondamente il giornalismo, sui siti e sui social gira di tutto (su l’Unità girano solo bufale, ndr)».
Infine la Raggi deve ringraziarla?
«Sì, direi di sì».