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Ai partiti toccagli tutto, ma non il finanziamento pubblico, la loro unica ragione di vita.
“Ieri, in estrema sintesi, è successo questo: quando Bruno Tabacci e Marco Calgaro di Alleanza per l’Italia hanno proposto di dirottare all’università una parte delle risorse destinate al finanziamento pubblico ai partiti, 25 deputati del PD (menoelle, ndr) hanno votato contro e altri 17 si sono astenuti. Capito? Il principale partito della sinistra italiana, che non manca di criticare -giustamente- gli altri quando penalizzano l’istruzione e la ricerca scientifica, si spacca al momento di sostenere le medesime finalità attraverso una parte dei quattrini pubblici che si accaparra -insieme agli altri partiti- ogni anno, tra l’altro in barba ai risultati del referendum del 1993, con cui i cittadini avevano detto chiaro e tondo che non volevano più darglieli. A questo punto, amici democratici, la domanda è d’obbligo: vi è chiaro il motivo per cui la gente finisce per non credervi più, oppure devo spiegarvelo io? (da metilparaben.blogspot.com)”. segnalazione di Lalla M., Arezzo