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immagine da www.rtsi.ch

Due Authority hanno avviato un’indagine conoscitiva sulle ricariche telefoniche. Le Authority per la Concorrenza e per le Comunicazioni. Il Gatto Catricalà e la Volpe Calabrò. L’approfondita indagine ha permesso di arrivare a una importante conclusione sul costo di ricarica: “rappresenta un’anomalia italiana”. Infatti non è presente in nessun Paese europeo.
Quanto ci sarà costata questa approfondita indagine?
Ma le Authority vanno oltre e auspicano con un linguaggio da perizia psichiatrica: “un intervento di rimodulazione sul contributo di ricarica dei cellulari, per restituire alla concorrenza tutte le componenti di prezzo della telefonia mobile e ottenere in prospettiva rilevanti riduzioni di tariffe”. E proseguono, come se se sapessero solo ora del costo di ricarica. Forse abbagliati sulla via di Damasco da 600.000 firme di cittadini imbestialiti: “una revisione, anche totale, del contributo fisso renderebbe più trasparente le offerte e ne aumenterebbe la comparabilità”. Era sufficiente che dicessero: “le ricariche sono un furto, frutto di un cartello delle società di telefonia mobile in Italia, e vanno abolite”. E che aggiungessero: “E’ un’anomalia tutta italiana anche grazie a noi, che prima di muoverci abbiamo bisogno di un potentissimo calcio nel c..o da parte degli italiani”.

Voglio rivolgere due inviti agli italiani:
firmate per l’abolizione delle ricariche
NON FATE PIU’ RICARICHE fino all’ abolizione del costo di ricarica.

E uno al Governo:
– abolisca le due Auhority, la loro funzione di presa per il c..o dei cittadini italiani ci costa più delle ricariche.

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