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Lettera ricevuta dalla portavoce M5S alla Camera Laura Castelli

Buongiorno Cittadina Laura,
innanzitutto perdonami il disturbo e, soprattutto, lo sfogo e l’amarezza.
Come Tu ben sai per lo Stato non siamo abbastanza vecchi per andare in pensione, ma per il mercato del lavoro, nella migliore delle ipotesi, rappresentiamo una risorsa senior troppo qualificata e onerosa. Nel nostro Paese siamo circa un milione, siamo i lavoratori over 40 e over 50 che non riescono a trovare un nuovo impiego.
Come ci si reinventa a 40 o 50 anni, quando il mondo del lavoro ti considera un soggetto da “tagliare”, un rottame che dovrebbe soltanto “togliere il disturbo“?
Alla stima di un milione di interessati andrebbero aggiunti anche gli esodati e le persone in mobilità: il paniere dei senza lavoro arriverebbe così a contare quasi due milioni di cittadini. Ma come è possibile che l’Inps non diffonda dati certi sul numero dei disoccupati (soprattutto over 50), privi di tutele?

Dove sono gli ammortizzatori sociali?

Andrebbe denunciata la carenza di ammortizzatori sociali per chi ha perso il lavoro dopo il 50° anno d’età e non riesce a reinserirsi nel mercato. Andrebbero condannati le partite IVA fasulle e i licenziamenti (i tagli del personale) a pochi anni dalla pensione, senza misure concrete in grado di tamponare la situazione. Ci sono poi sessantenni, rimasti senza lavoro, che non hanno i soldi per la contribuzione volontaria (circa il 33% dell’ultimo stipendio): queste persone sono a rischio povertà. Un tempo esisteva la mobilità lunga, mentre oggi questi cittadini rischiano di finire sul lastrico.
Ma non si è fatto mai nulla per porvi rimedio, nessuna misura concreta. Vengono organizzati corsi di formazione, è vero, ma ai lavoratori spettano 200 euro al mese, a volte per soli sei mesi: è possibile sopravvivere con queste cifre? Le promesse dei governanti, di qualunque colore, appaiono più come buoni propositi, piuttosto che come un impegno reale. Nel 2008 i disoccupati over 55 erano circa 200 mila, oggi sono il doppio. Già dal 2003 al 2005 il problema degli ex lavoratori over 40 era stato più volte definito “grave”.
In realtà il Consiglio Europeo esorta da vent’anni gli Stati membri a mettere in campo tutte le misure possibili per sostenere il reddito anche dei cittadini che hanno perso il lavoro in età avanzata.

La denuncia della UE

Il Parlamento Europeo si è pronunciato esplicitamente a favore del reddito minimo garantito per i lavoratori senza più occupazione. Simili misure sono già attive in tutti i Paesi dell’UE, eccezion fatta per Italia, Grecia e Ungheria.
Solo il 27% dei disoccupati italiani usufruisce di ammortizzatori sociali; e ci sono circa 3 milioni di lavoratori ormai scoraggiati, che un impiego non lo cercano nemmeno più.
Il Jobs act è lontano anni luce dall’Europa. I disoccupati di Renzi non avranno il pane”.
Ciò che io penso è che Renzi vuole arrivare esattamente a questo: facilitare ed incrementare in modo esponenziale i licenziamenti, specialmente quelli degli over 40 e 50 che hanno una famiglia, in modo da ridurli alla fame, senza alcun tipo di reddito minimo di sussistenza, senza alcuna possibilità di riqualificazione e reinserimento nel mondo del lavoro, senza alcuna possibilità di arrivare alla pensione, non avendo costoro la possibilità economica di versare i contributi volontari per arrivare all’età pensionabile, costringendoli prima alla disperazione e poi al suicidio ed incamerare così tutti i loro contributi in precedenza versati nel corso di anni di lavoro

Genocidio di massa.

La parola d’ordine è precariato, sfruttamento, schiavizzazione, medioevalizzazione del sistema industriale, economico e sociale dell’Italia.
L’obiettivo di Renzi è un genocidio di massa senza “sporcarsi” le mani. Un ben architettato crimine contro il Popolo Italiano.
Ecco perché chiedo cortesemente a Te e alle/ai Ragazze/i del nostro MoVimento di aiutarci, di sostenerci, di esporre il nostro problema, il nostro disagio, la nostra rabbia, il nostro terrore (e quello delle nostre famiglie).
Cordiali saluti ed un forte abbraccio.”
Cittadino Cesare Bertolino