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Dopo Luigi Abbate, il Giornalista (con la G maiuscola) del giorno è Fabio Scacciavillani

“A chi ha familiarità con Draghi si pone un dilemma: il Presidente della Bce spicca maggiormente per la padronanza dei temi economici oppure per la ferina capacità di azzoppare politici di mezza tacca? Di sicuro la seconda qualità si è affinata a via XX settembre alle prese, oltre che con ministri diversamente competenti (da Amato a Tremonti), anche con personaggi dalla caratura intellettuale di un Paolo Cento, in arte Er Piotta, o di un Gianfranco Micciché, noto per le grandi aspirazioni. L’elenco dei sorci finiti in bocca al gatto fintamente sornione (e dalla leggendaria capacità di persuasione) figura in pergamene opulentemente miniate e non si limita a politicanti. Ad esempio una new entry di pregio è il Governatore della Bundesbank, Jens Wiedemann, la cui golden share nella Bce è evaporata. Lo stile Draghi rifugge riflettori e tweet per cui #matteostaisereno difficilmente scalerà le vette dei trending. Ciò nonostante il pollice verso in mondovisione ha una ripercussione politica esiziale per il Bomba: sdogana la discesa dalla carretta del vincitore. Ma a parte la gabbana double face, dal punto di vista economico le conseguenze si preannunciano ancora più funeste. Pertanto vale la pena di ridurre la strigliata agostana a linguaggio da taverna sita nell’agro fiorentino tra Rignano e Pontassieve.
1) Un leader che da anni – tra Leopolde, proclami di rottamazioni, programmi delle primarie e comparsate sullo scibile universale – si vanta di avere le idee chiare, ma che arrivato a Palazzo Chigi dimostra di non aver pronto uno straccio di provvedimento o un barlume di strategia, vola alto nella considerazione internazionale quanto un palloncino bucato…” Fabio Scacciavillani – continua a leggere l’articolo