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di M5S Parlamento

Il Governo piddino ha colpito ancora! Ora consente alle banche di espropriare le case degli italiani senza passare dal giudice. Questa volta non si può dare la colpa all’Europa. Da un’interpretazione letterale della direttiva UE emerge la manina del Governo amico delle banche. Nel testo di Bruxelles si parla di “garanzia reale“, mentre nel decreto del Governo del “bene immobile oggetto di garanzia reale“. Fa tutta la differenza del mondo. La garanzia reale è l’ipoteca, NON il bene immobile in sé. Se si scrive “bene immobile“, quindi, si permette alle banche di prendersi DIRETTAMENTE la casa senza passare dal giudice. È vero che ci vuole l’assenso del debitore, ma quest’ultimo sarà di fatto costretto ad accettare la nuova disciplina (il cosiddetto “patto marciano“) perché la banca altrimenti non erogherà il mutuo, o la farà a condizioni molto meno favorevoli.
Stando a questa interpretazione, cade quindi la giustificazione del Governo. La verità è che il Governo ha manipolato la direttiva europea e ha sostituito al termine “garanzia reale” il termine “bene immobile oggetto di garanzia reale“. Se non dovesse essere così, perché il Governo non si attiene al testo europeo, mantenendo il termine “garanzia reale“?

VIDEO Luigi Di Maio a SkyTg24: LA CASA NON SI TOCCA!

Inoltre, nonostante il decreto del Governo formalmente si riferisca a contratti di credito o mutui per beni immobili residenziali, scopriamo invece che gli effetti negativi e sostanziali del provvedimento potranno ricadere anche ai danni dei piccoli medi imprenditori. Ed infatti, nel decreto si parla anche di “crediti finalizzati all’acquisto o alla conservazione del diritto di proprietà su un terreno o su un immobile edificato o progettati“, dunque immobili diversi dalla casa.
Ciò potrà comportare che le banche faranno accettare la clausola sull’esproprio diretto anche ai piccoli commercianti o piccoli medi imprenditori che vorranno accendere un mutuo o un credito ponendo a garanzia il loro terreni, capannoni o immobili commerciali. Il rischio è che da un giorno all’altro si ritroverebbero sul marciapiede non solo le famiglie con le loro case perse, ma anche moltissimi artigiani, commercianti e piccoli imprenditori.