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La mozione di sfiducia al Governo è stata bocciata da quest’ aula per un motivo molto semplice: ancora una volta il gruppo del senatore Verdini, proprio quello che ieri è stato rinviato a giudizio per la sesta volta in 2 anni, e proprio quello condannato per concorso in corruzione, ha votato con la maggioranza. Di seguito la dichiarazione di voto di sfiducia del MoVimento 5 Stelle espressa dal capogruppo Nunzia Catalfo.

Sono tanti i problemi che affliggono questo nostro Paese e di cui un governo serio e responsabile dovrebbe occuparsi: la disoccupazione giovanile al 39%, i risparmiatori truffati dalle banche, i pensionati che non arrivano a fine mese, famiglie strozzate dalle tasse, il sistema sanitario al collasso dopo i tagli di oltre 4 miliardi di euro.
Invece di discutere di soluzioni e proposte di legge concrete per restituire dignità e serenità ai cittadini, come il reddito di cittadinanza proposto dal Movimento 5 Stelle, quest’Aula del Parlamento deve fare i conti con lo scandalo enorme che da settimane ha travolto il governo.
La Trivellopoli di oggi è paragonabile alla Tangentopoli che nel ‘92 travolse Governo e istituzioni italiane esattamente come oggi questa marea nera, nera come il petrolio, sta sommergendo il vostro governo, il Pd e i suoi illustri esponenti.

VIDEO La dichiarazione di voto di Nunzia Catalfo

Da Tangentopoli e dall’inchiesta di Mani Pulite sono passati più di venti anni, ma oggi come allora dobbiamo prendere atto che le istituzioni italiane, e questo governo in particolare, non sono stati in grado di rendersi impermeabili alle infiltrazioni della corruzione e del malaffare, non hanno voluto risolvere i propri conflitti di interesse e resistere alla tentazione di piegare la politica a strumento di potere e di indebito arricchimento personale.
E quando il malaffare penetra istituzioni e governo, è perchè governo e istituzioni SONO permeabili alle infiltrazioni e dunque complici.

I reati di Trivellopoli
Oggi, esattamente come quegli anni bui del ‘90, la ‘cosa pubblica’ è ancora ‘cosa loro’.
Per raccontare Trivellopoli è utile partire dai reati che la Procura di Potenza e l’Antimafia contestano agli indagati:
associazione per delinquere;
traffico d’influenze illecite;
corruzione propria;
corruzione impropria;
concussione;
induzione indebita;
truffa aggravata per erogazioni pubbliche;
traffico illecito di rifiuti e miscelazione di rifiuti speciali;
abuso di ufficio.

I politici del Pd e del governo coinvolti in Trivellopoli
I nomi coinvolti, direttamente o indirettamente, e che emergono dalle intercettazioni dell’inchiesta sono quelli di esponenti del governo, del Pd e della maggioranza:
L’ex Ministro Guidi, le cui dimissioni sono state un atto dovuto che però non salva la faccia all’intero esecutivo,
il Ministro per le Riforme Boschi,
il Ministro delle Infrastrutture Delrio,
il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio De Vincenti,
il Sottosegretario alla Infrastrutture Vicari,
il Presidente PD della regione Basilicata Pittella,
il Capo segreteria della Finocchiaro, Paolo Quinto
Poi ci sono gli indagati:
il Sottosegretario alla Salute De Filippo,
il Consigliere regionale PD Robortella,
il Capo dello Stato Maggiore della Marina De Giorgi,
il Vice presidente di Confindustria Lo Bello.
Infine ci sono l’ex Sindaco PD del Comune di Corleto Perticara Rosaria Vicino, oggi ai domiciliari, e l’ex Vice sindaco PD del Comune di Corleto Perticara Genovese, sottoposto a misura cautelare.

Il sistema di potere di Trivellopoli
Questa inchiesta ci racconta di un sistema di potere marcio e ipocrita, con istituzioni manovrate da una cricca, un clan, un quartierino, un’associazione a delinquere che muove ministri e ministeri come pedine su una scacchiera, con l’unico obiettivo di raggiungere illeciti profitti personali.
Trivellopoli svela a tutti gli italiani come avete operato e perchè oggi le vostre sono mani sporche e grondano petrolio!
In pieno conflitto di interessi, avete lavorato per favorire multinazionali come la francese Total, a danno della salute dei cittadini della Basilicata e dell’ambiente.
Sblocca Italia e Legge di Stabilità sono servite come cavalli di Troia per inserire di nascosto norme spinte dalla cricca che faceva capo al compagno dell’ex ministro Guidi, norme che sbloccavano l’impianto di Tempa Rossa e in un colpo solo tagliavano le autorizzazioni necessarie per portare il petrolio estratto in Basilicata fino a Taranto, dando l’ultima parola al governo e disattendendo la volontà di Regioni, Comuni e cittadini.

I danni al popolo italiano
Chi ci guadagnava in questa operazione? Gli italiani? I cittadini lucani che si ammalano di tumore? I territori inquinati dagli sversamenti dei pozzi di petrolio? Certamente no!
Mentre il Paese fa fatica a ripartire e a risollevarsi, avete permesso alla cricca del petrolio – che è anche la cricca delle navi e dei porti – di fare affari e mettere le mani ovunque.
Avete ridotto questo Parlamento ad un grande Mercante in Fiera: tu mi fai fare l’emendamento sblocca petrolio e io ti dò il subappalto da 2,5 milioni di euro; tu mi nomini il Commissario dell’Autorità Portuale compiacente e io ti faccio approvare il rinnovo della flotta navale per quasi 6 miliardi di euro. Avete sperperato soldi pubblici, speculato sulla salute dei cittadini, sulla difesa e sulla sicurezza, sulla protezione dell’ambiente e del nostro territorio e così facendo avete perso ogni brandello di dignità e credibilità.

L’emendamento Total di Renzie
Colto con le mani nel petrolio prima dal Movimento 5 Stelle, poi dalla Procura della Repubblica, lei presidente Renzi ha rivendicato il famoso emendamento Tempa Rossa, come se mettere i piedi in testa alle Regioni e ai cittadini che in quei territori ci vivono e sbloccare un’opera privata da cui l’Italia non ricaverà un fico secco, fosse un vanto o una medaglia da appuntarsi sul petto.
Ma questa medaglia viene pagata a caro prezzo, con le vite della gente che vive in Basilicata e muore a causa dell’inquinamento.
Già solo per questo, se avesse un sussulto di dignità, Presidente Renzi, dovrebbe fare un passo indietro.
E con lei dovrebbero andare a casa i suoi ministri, in primis il ministro Boschi che ha permesso che l’emendamento marchetta sponsorizzato dalla Guidi entrasse nella Legge di Stabilità e poi ha blindato l’intero testo con un voto di fiducia: dopo il favore alla banca del padre, ora anche quello alle lobby del petrolio.
Dovrebbero andare a casa il ministro Delrio, che ha riconfermato l’uomo voluto dalla cricca a capo del Porto di Augusta e il ministro Pinotti, che non muove un dito per rimuovere l’Ammiraglio De Giorgi nonostante sia indagato in Trivellopoli e nonostante i dossier in circolazione che raccontano i suoi vizi e i suoi lussi di uomo della Casta pagati con i soldi pubblici.
Dovrebbero andare a casa il suo sottosegretario De Filippo, indagato per induzione per fini elettorali, e il suo sottosegretario De Vincenti, che la stessa Guidi definì “amico di quel clan lì”. Dovreste andare a casa tutti, perchè avete dimostrato di essere il governo dei petrolieri, delle banche e dei poteri forti, schierati dalla loro parte e non da quella dei cittadini e della povera gente!

Denunciamo il marcio
Il Movimento 5 Stelle è orgoglioso di aver denunciato il marcio che oggi è sotto gli occhi di tutti, quando ancora la cricca agiva nell’ombra.
Siamo andati a portare la nostra solidarietà ai cittadini della Basilicata, luoghi di enorme bellezza ma martoriati dal centro oli dell’Eni e dall’impianto della Total; siamo stati ad Augusta, una città devastata dall’inquinamento e dove la cricca di faccendieri e petrolieri voleva speculare ancora, facendo affidamento proprio sulla compiacenza di questo governo!
Oggi, invece di prendere atto del vostro fallimento, volete imbavagliare ed intimidire definitivamente la magistratura, senza la quale scandali come Trivellopoli, Mafia Capitale o il Cara di Mineo non sarebbero mai venuti alla luce.
Lei, Presidente del Consiglio dei Ministri, dovrebbe spiegare agli italiani chi ha finanziato le sue Fondazioni politiche e quelle del Pd, e poi andare dai magistrati e raccontare – spontaneamente – tutto ciò che sa e tutto ciò che conosce su queste vicende giudiziarie.

Trivellopoli è appena cominciata
Trivellopoli è solo l’inizio, così come all’epoca l’arresto di Mario Chiesa fu soltanto l’antipasto della valanga che poi sarebbe arrivata con Tangentopoli; Trivellopoli è solo la punta di un iceberg contro cui – ne siamo certi – presto o tardi questo governo è destinato a schiantarsi.
Gli italiani devono sapere – con chiarezza – che la mozione di sfiducia sarà bocciata da quest’Aula per un motivo molto semplice: il Gruppo del Senatore Verdini, proprio quello che ieri è stato rinviato a giudizio per la sesta volta in 2 anni, e proprio quello condannato per concorso in corruzione, voterà con la maggioranza!
Un governo polticamente corrotto dalle lobby, dai clan del petrolio e degli affari, salvato da soggetti corrotti penalmente e con a carico più processi che Al Capone! Corruzione e malaffare che, in quest’Aula, si nutrono, si salvano e si autoassolvono: uno spettacolo indegno per un paese civile!
Delinquenti penali che supportano (e salvano) delinquenti politici: siete gente senza pudore e senza dignità e, per questo, dovete andarvene a casa!