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“Ercole Incalza. In una interrogazione parlamentare dello scorso luglio, si chiedeva al ministro Lupi, alla luce dei 14 procedimenti penali in cui è stato coinvolto l’ingegner Incalza, salvato solo dalla condanna solo grazie prescrizione della ex Cirielli, se non fosse il caso di revocare il suo incarico alla struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture.
“Così come Ercole Incalza ha aiutato il ministro Lupi nello svolgimento della sua attività istituzionale e in quella politica – scrive il gip di Firenze – così quest’ultimo è spesso intervenuto in suo favore prendendone le difese”. Così, giusto per andare sul sicuro, decide di , Titta Madia. Il cognome non vi suona nuovo? Certo, è lo zio del ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia (lo dice lei stessa). Che coincidenza. Ma il meglio deve ancora venire.
L’interrogazione del M5S, comunque, qualche preoccupazione l’aveva generata. Tanto che, una volta fatto il passaggio parlamentare in cui Lupi mette le vesti di avvocato di Incalza, gli investigatori registrano una telefonata. Antonia Incalza, figlia di Ercole, chiede a Sandro Pacella, braccio destro dell’ingegnere (“segretario, mediatore e consulente” come descritto dai giudici fiorentini che ne hanno ordinato l’arresto), notizie sull’interrogazione del M5S. Sentite cosa dice:
“No è andata … ha letto quello che ha scritto Titta e lui … e poi questi (il M5S, ndr) hanno replicato sul discorso dell’opportunità e comunque che è stato prosciolto con l’ex Cirielli che non c’entra un cazzo … ‘sia Incalza sia lei’ rivolto al Ministro… ‘dovreste per opportunità andare via perché anche lei è indagata per abuso d’ufficio’ … questo è … niente di che niente di che … la risposta di Maurizio (Lupi, ndr) … lo mette anche bene… chiara quindi non c’è stato problema… i soliti rompimenti di coglioni che fanno male questo è chiaro devi spiegare a papà … però che dobbiamo fare?”M5S Parlamento