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“Il MoVimento 5 Stelle è ormai abituato ai costanti attacchi mediatici. Sul blog si risponde solo a una piccola parte di essi, quelli che nella loro faziosità appaiono i più macroscopici. Gli attacchi della stampa “nemica“ sono però meno insidiosi di quelli dei falsi amici che vorrebbero dettare la linea politica del MoVimento, che non ha nessuna intenzione di farsela dettare.
Premesso questo, di seguito alcune puntualizzazioni:
Il M5S non “sorvola” sull’accordo con Farage che porterà i nostri cittadini portavoce a lottare in Europa contro la Troika e per gli interessi del nostro popolo.
Il M5S non “sorvola” sul fatto che questa decisione è stata presa dopo un voto espresso a larghissima maggioranza dagli iscritti sulla rete.
Il M5S non “sorvola” sul fatto che “si sta con chi ci vuole e con chi si vuole” e i Verdi avevano chiuso la porta a qualsiasi trattativa.
Il M5S ha apprezzato che Farage, colui che da anni lotta a Bruxelles contro l’eurocrazia, l’abbia invitato ad unirsi al suo gruppo ed è evidente che il fango gettato dai giornali su questo accordo è dettato in primo luogo dalla paura dell’eurocrazia che si crei una miscela esplosiva tra Ukip e MoVimento 5 Stelle. Nonostante tutti, soprattutto in Italia, abbiano cercato di boicottare la formazione del gruppo, Farage è riuscito a costituirlo. In Europa è nata per la prima volta una vera opposizione che risponderà colpo su colpo all’ inciucio europeo tra destra e sinistra.
E a coloro che in questi giorni fanno i complimenti per un presunto cambio di linea del M5S, perché di colpo sarebbe diventato “dialogante” e avrebbe “aperto al PD“, si fa notare che non è un cambio di linea, ma una prova di responsabilità nei confronti del Paese. La legge elettorale in discussione, l’Italicum, è nata da un inciucio fatto per bloccare il M5S (come affermato dall’ex ministro Mauro e dal viceministro Nencini) nel frattempo da gennaio il M5S ha elaborato una sua proposta di legge. Si tratta della prima esperienza nella storia di una legge discussa in rete e approvata dai cittadini. E’ una legge per dare un senso alla rappresentatività che oramai viene sacrificata sull’altare della governabilità. I nostri portavoce l’hanno già presentata in Parlamento e ora intendiamo discuterla con la principale forza della maggioranza.” Paolo Becchi