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“Il “tempo di parola” è il parametro utilizzato dall’Agcom per valutare il pluralismo politico nei tg del nostro Paese. Serve a verificare quanto spazio viene dato a partiti e movimenti. Per calcolarlo si prende in considerazione il tempo fruito direttamente da un soggetto politico senza mediazione giornalistica. In periodo di par condicio, nell’informazione dei tg il tempo di parola del Governo deve essere ridotto al minimo indispensabile, cioè all’esercizio delle funzioni istituzionali. Se invece un esponente del governo parla come soggetto politico, il suo tempo deve essere attribuito al partito di appartenenza. Non è quello che sta accadendo. Il premier infatti domina l’informazione televisiva e con lui il resto del governo, con conseguente grave violazione delle norme sulla par condicio e quindi del principio di uguaglianza delle opportunità tra i soggetti politici: il M5S ha presentato ieri una serie di esposti all’Agcom. Nel primo periodo di campagna elettorale, in tutte le edizioni dei tg Rai, il solo Presidente del Consiglio oscilla tra il 16% (Tg3) e il 23,1% (Tg1) e, sommando il suo spazio a quello del governo, si arriva a un tempo di parola superiore a quello complessivamente attribuito ai 3 principali partiti parlamentari.

i dati dei Tg Mediaset:

i dati dei Tg Rai:

Una sovraesposizione enorme che si registra anche a Mediaset dove il tempo complessivamente fruito dal Governo supera il 35%. Non va meglio in altre emittenti: da La7 a Sky, tutte amplificano la voce dell’esecutivo. I dati del monitoraggio fanno chiaramente intendere che gli interventi in voce non siano strettamente collegati all’esercizio delle funzioni istituzionali. L’Agcom deve intervenire con urgenza!” Roberto Fico, Presidente Vigilanza RAI, M5S