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Il marciapiede. I cani ci fanno i loro bisogni, ci trovi le macchine parcheggiate, quasi sempre SUV.
Ci sono lavori in corso, uno dopo l’altro e poi di nuovo da capo: per il cablaggio, l’energia elettrica, l’acquedotto, il gas, l’impianto fognario.
Transenne per i traslochi, pali, archetti, panettoni, rifiuti ingombranti.
Vi transitano, nei due sensi di marcia, biciclette, ciclomotori, pitbull senza museruola.

Un luogo pericoloso per i pedoni che spesso scelgono la strada e si mettono in coda con le macchine.
Mamme con la carrozzina, disabili, ciechi pur di non affrontare il marciapiede non escono di casa.

Anche le prostitute non battono più sul marciapiede, ma direttamente sulla strada.

Vi racconto un episodio a cui ho assistito a Roma.
Il cane lupo di un cieco ha atteso il verde per farlo passare. Non è riuscito a farlo salire sul marciapiede opposto per le macchine parcheggiate sulle strisce.
Lo ha trascinato allora per decine di metri seguendo le auto in doppia fila prima di trovare uno spazio e farlo salire.

Si è detto che la civiltà di una nazione si misura da come sono tenuti i cessi pubblici, se fosse misurata sui marciapiedi l’Italia sarebbe ultima.

Ps: Oggi il TIME mi ha dedicato un pezzo nel servizio: “2005 European heroes”. Io faccio finta di niente, mi schermisco, come Casini.