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“La riforma del canone per le frequenze televisive, così come si starebbe delineando, va assolutamente bloccata. La proposta dell’Agcom, che va a rimodulare i criteri di calcolo di quanto le emittenti televisive devono versare all’erario per la concessione delle frequenze, andrebbe da un lato a ridurre di gran lunga le entrate per lo Stato e dall’altro a concedere uno sconto consistente ai maggiori operatori del mercato televisivo, come Rai e Mediaset. Con il nuovo modello, nel 2014, lo Stato andrebbe a raccogliere quasi 40 milioni di euro in meno rispetto al 2013. In sette anni si perderebbero circa 130 milioni. Nello stesso periodo, invece, la Rai potrebbe risparmiare più di 100 milioni e Mediaset almeno 80. Questo perché le emittenti non verserebbero più l’1% del fatturato come previsto attualmente, ma sarebbero le società controllate che gestiscono gli impianti di trasmissione (Rai Way per Rai ed Elettronica industriale per Mediaset, per esempio) a pagare un canone di meno di 10 milioni. Nel consiglio dell’Agcom c’è Antonio Martusciello (ex sottosegretario del governo Berlusconi ed ex dirigente Publitalia) che sarebbe favorevole alla riforma, come anche Antonio Preto (ex collaboratore di Tajani e Brunetta) e Francesco Posteraro (eletto in quota Udc). Contrari il Presidente Cardani e il commissario Antonio Nicita. Il risultato del nuovo meccanismo? Se prima a pagare di più erano le emittenti più ricche, adesso . Con potenziali gravi conseguenze per l’accesso di altri operatori nel mercato. Ritengo sia inaccettabile.” Roberto Fico, M5S, presidente della Commissione di Vigilanza RAI