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di Gunter Pauli – Il mercato mondiale di antibiotici e antimicotici ha superato i 25 miliardi di dollari nel 2005 e ha raggiunto i 40 miliardi di dollari nel decennio che è terminato nel 2015.

La resistenza agli antibiotici sta influenzando l’atteggiamento dei medici, riducendo di conseguenza i consumi. La domanda di antibatterici è in aumento da quando l’aumento degli anziani ha contribuito all’aumento e alla gravità delle infezioni batteriche.

E’ scoraggiante rendersi conto che un quinto dei pazienti soffre di infezioni ospedaliere, cioè acquisita all’interno della struttura sanitaria, causando negli Stati Uniti circa 90.000 decessi all’anno.

I prodotti antibatterici sono penetrati in un’ampia gamma di settori di attività tra cui la conservazione degli alimenti, il trattamento delle acque, il petrolio e il gas, l’agricoltura e persino i prodotti di consumo. Questo mercato è aumentato per anni a tassi a due cifre.

Questa crescita non è dovuta solo all’aumento della domanda, ma anche al passaggio ad agenti batterici più costosi. La sostituzione con biocidi meno dannosi dovrebbe contribuire ad un aumento complessivo delle vendite. Ma ormai i batteri diventano sempre più potenti e riducono l’efficienza dei battericidi e degli antibiotici.

Cosa si può fare?

Peter Steinberg e Staffan Kjelleberg, entrambi professori presso l’Università del Nuovo Galles del Sud, hanno fatto una scoperta incredibile. Durante le immersioni al largo delle coste dell’Australia meridionale hanno osservato che un’alga rossa (Delicea pulchra) non era colonizzata da batteri.

Dovete capire che l’oceano è “una zuppa di batteri”.

I due si sono resi conto che le alghe praticamente inceppano le comunicazioni tra i batteri. Se i batteri non riescono a comunicare tra loro, allora è impossibile coordinare un attacco verso l’ospite.

Così, i due professori, hanno messo su un team e sono riusciti a produrre campioni sintetici che simulano lo stesso meccanismo. Infatti hanno dimostrato che questa “capacità di interrompere le comunicazioni tra batteri” può essere indotta in una vasta gamma di batteri e può persino inibire la crescita dei funghi.

Il vantaggio principale della loro innovazione è che i test hanno confermato che il prodotto è sicuro, e, addirittura, non vi è alcun rischio che l’uso di questi prodotti aumenti la resistenza batterica.

L’identificazione di questo meccanismo può rivoluzionare il modo in cui i battericidi vengono utilizzati nell’agricoltura, nei prodotti di consumo, nell’industria, nel trattamento delle acque, nei dispositivi medici e nella terapia.

É veramente straordinario come certe soluzioni sono spesso davanti a noi. Da quanto tempo quell’alga era sotto i nostri occhi. Solo per un caso è stato notato questo funzionamento.

Ora il passo in avanti è capire come fare in modo che questo processo diventi lo standard e sia aperto a tutti.

L’AUTORE


Gunter Pauli – Laureato in economia all’Università Sant’Ignazio di Loyola in Belgio, è  imprenditore in diversi settori come la cultura, la scienza, la politica e l’ambiente. Costruì la prima fabbrica, Ecover, di detersivi biodegradabili che utilizzavano gli acidi grassi dell’olio di palma al posto dei tensioattivi petrolchimici. Ha fondato la “Zero Emissions Research Initiative”, rete internazionale di scienziati, studiosi, ed economisti che si occupano di trovare soluzioni innovative, progettando nuovi modi di produzione e di consumo a minor impatto ambientale.