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di Paolo Bernini

Grazie all’intervento delle Fiamme Gialle di Padova unitamente a EITAL (Ente Italiano Tutela Animali e Legalità) su mia segnalazione sono stati salvati 40 cuccioli di cane provenienti dall’est imprigionati dentro un’automobile.
Gli attivisti EITAL per dodici ore hanno pedinato senza sosta il veicolo dall’Est Europa accompagnandolo nelle mani della Guardia di Finanza in Italia. EITAL ha seguito l’auto dall’Est Europa fino al confine italiano per farlo poi agganciare dalle pattuglie dei militari entrati sulla A4 all’altezza di Venezia per tutto l’inseguimento ed al fermo dell’utilitaria avvenuto all’altezza di Monselice sull’A13.
Scandaloso lo scenario: 40 cuccioli di maltese, bouledogue, volpini detenuti ammassati nel baule dell’automobile, tra le proprie feci e urine, privi di microchip e passaporti. Un viaggio in queste drammatiche condizioni per 15 ore. I cani erano destinati al mercato nero dei cuccioli.

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Denunciati i tre a bordo, tutti giovani con precedenti penali, per contrabbando di animali d’affezione, maltrattamento e ricettazione. Sequestrati i cuccioli, ora sono in cura per scongiurare il pericolo di morte, dato che erano in condizioni drammatiche. I denunciati, per ora a piede libero, rischiano fino a 3 anni di reclusione e migliaia di euro di multa.
Ringrazio EITAL per le continue denunce contro questo fenomeno criminale sempre più esteso e dalle peculiarità mafiose che non hanno nulla a che invidiare ad altri reati associativi gravi. I cuccioli avevano un valore sul mercato nero fino a 40.000 euro, i cuccioli sarebbero stati microchippati e muniti di libretti italiani e posti in commercio come nati in allevamenti italiani, tanto, purtroppo, i controlli veterinari latitano o sono conniventi.
Un giro d’affari che ruota intorno al mezzo miliardo di euro che si fonda su tecniche criminali ben organizzate: il raccoglitore di cuccioli all’estero (che cerca i cuccioli in Ungheria o in Slovacchia per chi fa l’ordine), il trasportatore (che si presta a pagamento a rischiare il tutto per qualche soldo), il ricettatore (che fa da intermediario tra il produttore e il venditore), il commerciante o allevatore italiano (che microchippano i cani con veterinari compiacenti) e il venditore finale. Alla fine si perpetrano migliaia di truffe a danno di ignari acquirenti che cercano il cucciolo di razza. A loro rivolgo un appello di buon senso e d’amore: #NonComprareAdotta!