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A Milano ci sono circa 10.000 appartamenti popolari disabitati che non vengono assegnati ai cittadini perché “non agibili“. Le istituzioni non aiutano i cittadini che perdono la casa: procedure inadeguate e tempi lunghi, liste di assegnazione male gestite, favoritismi e sbarramenti ingiustificati. Dietro alle occupazioni abusive di persone disperate ci sono le istituzioni incompetenti. In questo scenario drammatico non manca chi se ne approfitta, come il truffatore che promette case popolari in cambio di mazzette della storia che raccontiamo oggi.
Anti è una giovane donna di origini domenicane che vive a Milano da 10 anni. Ha lavorato come domestica regolare presso una famiglia italiana fino a quando è stata licenziata e non ha più potuto pagare l’affitto. Viene sfrattata con i due figli. Un’amica le parla di un uomo che aiuta persone sfrattate a trovare casa in tempi brevi: il Dottor Pino che può aiutarla con la graduatoria di Aler. Anti su indicazione dell’amica una mattina di gennaio scorso raggiunge l’ufficio del dottore nella sede di Rifondazione Comunista in zona Niguarda, ma lui non c’è. Lo chiama e fissano un appuntamento presso il Servizio Caf in viale Monza 40, sembra una procedura regolare! Dopo aver ascoltato la storia di Anti, il Dottor Pino si scopre: “Per aiutarti devo offrire tanti caffè, dammi 200 euro“. Anti non ha con sè denaro ma promette di portare la somma richiesta. In realtà si insospettisce e denuncia l’uomo alla Polizia (Questura Greco-Turro di Milano), che si attiva immediatamente e con l’aiuto di Laura dell’Unione Inquilini organizzano l’imboscata al truffatore che viene arrestato, beccato in flagrante durante lo scambio di banconote. Il Dottor Pino viene portato via dalla Polizia e oggi è in attesa di un processo. Quante persone che si fidano a causa della disperazione vengono truffate ogni giorno a Milano con la complicità, consapevole o meno, di uomini delle istituzioni? Consiglieri di zona, sedi istituzionali di partiti e sindacati: chi sa parli! La nostra inchiesta non finisce qui. Continueremo a scavare per capire come funziona il mercato nero delle case popolari a Milano. Se sei vittima di una truffa come quella di Anti o hai informazioni utili: scrivici a LaCosa (per scrivere alla nostra redazione:

PARTE 1) Nella prima parte dell’intervista ascolterete la ricostruzione di Anti, qui riportiamo il testo del video

LaCosa – Quando sei arrivata in zona Niguarda ti sei trovata davanti a che cosa?

Anti (truffata dal Dott.Pino)A un ufficio di Rifondazione Comunista, c’era il numero scritto sulla vetrata “Dott. Pino” che era il nome che mi aveva dato la signora che conosco e dunque l’ho chiamato e mi dice: vieni in Viale Monza, 40 subito oggi pomeriggio perché lunedì chiudono il bando. Io gli dico ma non è per fare il bando è per vedere se lei dice di aiutarmi come ha aiutato altre persone… Corro in Viale Monza, 40. Lui mi attendeva davanti al portone e dentro c’era Caf (sede servizio CAF)

LaCosa – A quel punto lui cosa ti ha chiesto?

Anti – I documenti della casa, tutto quello che avevo… Mi ha rassicurato tantissimo dicedomi che mi avrebbe aiutata a breve. Lui ha fatto una telefonata, ha chiamato un Dott. Tucci, gli ha dato il numero della mia pratica.

LaCosa – Il Dott. Tucci che è il Consigliere di Rifondazione Comunista di Milano, un consigliere di zona.

Anti – Quando ha finito la telefonata mi ha detto di dargli 200 Euro perché lui doveva offrire il caffè a queste persone, al Presidente della Commissione…

il dottor Pino

LaCosa – Per darti una mano tu dovevi dargli del denaro

Anti – 200 Euro esattamente, non ne trovo di soldi così facilmente.

LaCosa – Quindi te ne sei andata lasciando lì i tuoi documenti e dicendo: torno e le porterò questi soldi.

Anti – Lunedì prossimo.

LaCosa – Dopodichè cos’è successo?

Anti – Ero disperata. Sono andata al sindacato e dico: guardi che probabilmente c’è una persona che mi aiuterà ad avere facilmente la casa. Il sindacato mi risponde: guarda che la casa non l’avrai facilmente con nessuno, tu devi andare in Via Pirelli o un sindacato competente che ti dica la tua situazione.

LaCosa – Quindi quelli del sindacato ti hanno detto: attenzione perché questo è un truffatore.

Anti – Non mi ha detto esattamente è un truffatore, però mi hanno detto: non devi pagare! Allora mi sono insospettita e sono andata alla Polizia (per precisione Questura Milano Greco-Turro).

LaCosa – Sei andata in Questura.

Anti – Si sono andata in Questura a denunciare il fatto.

LaCosa – Infatti tu hai qua la denuncia.

Anti – Poi mi hanno chiesto (gli agenti della Polizia) se me la sentivo di andare microfonata per capire cosa intendeva fare questo signore, perché chiedeva dei soldi etc… Lì abbiamo capito che era un tuffatore: Mi sono presentata al suo uffucio. Porto i soldi, gli do i soldi, gli dico: “ma ha qualche notizia?” perché comunque erano passati 10 giorni. Lui mi disse: “No, non ancora, appena so qualcosa ti faccio sapere, ti chiamo io“. Sinceramente ero a disagio perché gli ho dato i soldi e non mi dato nessuna risposta, però me ne sono andata via, lì poi dopo un minuto dopo sono entrati i poliziotti che erano fuori.

LaCosa – I poliziotti che l’hanno bloccato!

Anti – Com’è successo a me, chissà a quante altre persone è successo, può succedere ancora sperando che non succeda più perché con questo fatto che ho denunciato sono contenta che questa cosa è uscita fuori, magari lui non lo fa più, spero!

PARTE 2) Nella seconda parte dell’intervista la denuncia di Laura (Unione Inquilini) che ci spiega la preoccupazione degli operatori che lavorano nel sociale, il disagio dell’emergenza casa e il ruolo del Consigliere Franco Tucci che si è detto estraneo ai fatti.

Laura – Questa disperazione ti porta a attaccarti a tutto, anche a pagare.

LaCosa – Qual è il problema importante, qual è l’allarme?

Laura – Il problema importante è che c’è la disperazione, la disperazione delle persone perché le istituzioni non rispondono alle esigenze. Non si può pensare di lasciare donne e minori in mezzo alla strada.

LaCosa – Qui si sta parlando di un truffatore che per realizzare le sue truffe si appoggia a sedi di Rifondazione Comunista, del servizio Caf, quindi è anche credibile per chi nella disperazione si avvicina a lui…

Laura – Assolutamente sì! Io lavoro nel quartiere di Niguarda e questa persona si era avvicinata a me, perché facendo parte dell’unione inquilini ho l’utenza comunale, quindi posso inserire i bandi, lui non può inserire i bandi e mi ha chiesto di fare l’inserimento bandi.

LaCosa – Quindi ti sei fidata in un primo momento?

Laura – Mi sono fidata perché era nella sede di Rifondazione Comunista, ma non perché era Rifondazione Comunista, fosse stato qualunque partito mi sarei fidata.

LaCosa – Voi come vi siete mossi? Una volta con la collaborazione della Polizia, una volta arrestato questo famigerato Dott. Pino…

Laura – Noi abbiamo denunciato prima di Anti perché nel frattempo hanno iniziato ad arrivare delle persone nella sede di unione inquilini dicendo che erano stati truffati da questa persona. Che avevano pagato dei soldi e noi abbiamo chiesto a queste persone di denunciare. Adesso non so esattamente quante denunce sono state fatte, anche perché nell’altra situazione dell’altra donna che ha denunciato i soldi sono stati consegnati in orari serali, all’interno della sede di Rifondazione Comunista.

LaCosa – Questa persona (il Dottor Pino) dalle telefonate emerge che è molto vicino a un consigliere di zona milanese, un consigliere di Rifondazione Comunista.

Laura – Questa persona ha millantato o probabilmente non ha millantato… Noi non lo possiamo sapere perché ci sono delle indagini in corso. Fatto sta che comunque questo consigliere è segretario di quella sede e si è fidato, comunque gli ha dato una sede in mano. Adesso la truffa non è perseguibile penalmente se sei incensurato con l’arresto immediato. Poi un domani ci sarà un processo. Se lì avessero trovato 10 chili di cocaina sarebbe stato arrestato anche il consigliere!

LaCosa – Ma visto che questa è una truffa?

Laura – Visto che questa è una truffa è morto lì! Può non essere responsabile materiale, ma sicuramente ha una responsabilità morale e dal mio punto di vista quando una figura istituzionale ha anche semplicemente una responsabilità morale. Io me ne sarei andata da sola! Io mi sarei dimessa!