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“Il miracolo del Microcredito di Stato targato M5S si sta realizzando. E’ in corso la procedura di prenotazione online delle risorse del neonato Fondo, c’è ancora un po’ di tempo per garantirsi un pezzo del proprio futuro, ma le domande sono già migliaia e continuano a giungere minuto dopo minuto. Stamattina abbiamo infatti superato la metà delle risorse disponibili. E’ stato un lavoro lungo due anni, in cui non ci siamo davvero mai risparmiati. Non solo abbiamo versato milioni tagliandoci lo stipendio (sapete cosa significa, ogni mese, rinunciare con un click a migliaia di euro?), ma abbiamo esercitato ogni sorta di pressione su Governo e Ministero, compreso un presidio permanente di parlamentari al freddo e al gelo. Inoltre, al fine di agevolare il più possibile i cittadini e di metterli nelle condizioni migliori per accedere al fondo, siamo riusciti a stipulare un accordo con L’Ordine dei consulenti del Lavoro. Grazie a questo accordo i cittadini hanno a disposizione, del tutto gratuitamente, professionisti in ogni regione e provincia d’Italia che possono supportarli nella procedure di accesso al microcredito. Ma non ci siamo fermati qui e, non contenti, ci siamo prodigati per creare un vero è proprio strumento di servizio bancario che mancava del tutto: tramite PEC abbiamo contattato tutte le banche italiane e raccolto la loro manifestazione d’interesse chiedendo a ciascuna di esse di enunciare le condizioni economiche e i servizi di assistenza e monitoraggio.

Ma come funziona il fondo?
Il Microcredito eroga somme fino a è 25mila euro – in alcuni casi è possibile arrivare a 35mila euro – per aziende esistenti o idee imprenditoriali legate all’agricoltura, all’artigianato, al commercio, ai servizi e a tutte le start up innovative.
Fatta la prenotazione sul sito www.fondidigaranzia.it, ci si deve recare entro cinque giorni presso gli intermediari, che a loro volta avranno 60 giorni di tempo per presentare il progetto al gestore del Fondo. Chiusa la procedura online, comunque, per i ritardatari sarà ancora possibile avanzare le candidature di finanziamento sul Fondo centrale di garanzia delle Pmi. In quel caso però, sarà necessario recarsi direttamente presso gli intermediari (per tutte le informazioni vai sul sito www.microcredito5stelle.it). Lo strumento del microcredito infatti, che si avvale di una dotazione di partenza di 40 milioni di euro, è solo una parte delle risorse ordinarie del Fondo di garanzia delle Pmi, che è ben più ampio e consta di 600 milioni di euro. Potenzialmente, insomma, siamo di fronte a un’iniezione di liquidità nell’economia reale di circa 3 miliardi di euro, considerando che i 600 milioni del Fondo centrale di garanzia possono mobilitare risorse complessive fino a 5 volte superiori (infatti il fondo accantona solo un 20% per mobilitare il resto delle risorse). Una boccata d’ossigeno importantissima per il Paese, una vera manovra economica che farà nascere tantissime imprese e creerà occupazione nuova di zecca. Tenendo in considerazione solo la dotazione di 40 milioni del fondo del microcredito, e considerando l’effetto leva 1 a 5 (effetto leva significa che una garanzia pubblica pari a 1 muove altre risorse pari a 4), il fondo garantirà un’erogazione che raggiungerà i 200 milioni di euro. Calcoli alla mano, dividendo questi 200 milioni di euro per i 25 mila euro erogati a ciascuna impresa, a giugno nasceranno o continueranno ad esistere, 8000 imprese grazie al microcredito.
Ieri, 29 maggio, ad appena due giorni dall’attivazione del fondo e dal click day, abbiamo avuto il piacere di presentare la prima di queste 8000 aziende in Italia ad essere stata finanziata dagli stipendi dei parlamentari del Movimento 5 Stelle. Si tratta di una piccola azienda in provincia di Napoli che si occupa di prodotti biologici di cosmesi e per l’igiene della casa (vedi l’intervista su 5giorni a 5 stelle). Ci tagliamo lo stipendio ogni mese in 140 parlamentari e usiamo i nostri soldi per far nascere o aiutare nuove aziende, ovvero per creare nuovi posti di lavoro. I partiti degli impresentabili si tengono i vitalizi. Il M5S si taglia gli stipendi per il bene del Paese. Adesso pensate se governassimo noi”.
M5s Parlamento