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Il nuovo spauracchio tratteggiato dal Fatto Quotidiano sarebbe il gruppo politico EFD, costituitosi in seno al Parlamento europeo, composto da 48 parlamentari di 7 diversi paesi, ciascuno con piena libertà di espressione individuale al momento del voto. Con un accanimento quasi morboso, è dunque partita la caccia al particolare, al dettaglio di qualche componente, per poter etichettare anche il Movimento 5 Stelle, che fa parte della nuova compagine, secondo i parametri di una politica che puzza di muffa.
Così per bollare il Movimento 5 Stelle come ‘di destra’, diventa lecito anche colorire o aggiustare le informazioni in modo che i fattori diano il risultato desiderato, come nel caso dei due europarlamentari democratici svedesi, Kristina Winberg e Peter Lundgren, dipinti dalla stampa come nazisti e razzisti.
I fatti, come la matematica, non sono un’opinione: i due Deputati hanno denunciato fermamente ogni posizione razzista e ogni forma di estremismo, spiegando che da vent’anni a questa parte la loro formazione si è trasformata in una realtà che mette al centro il rafforzamento dei valori tradizionali, la diminuzione delle tasse sul lavoro, il miglioramento delle condizioni di vita per le persone anziane, il rilancio della crescita dell’economia reale, una politica di immigrazione più responsabile. I Democratici Svedesi, composti per un quinto dei propri aderenti da immigrati, hanno fra i propri principi fondanti il diritto alla libertà, all’indipendenza, alla sicurezza e alla vita sociale per ogni individuo. “La nostra versione di nazionalismo è aperta e universale nel senso che combattiamo per la libertà e i diritti di tutte le nazioni del mondo, non solo per la nostra.” E ancora, il concetto di nazionalità svedese si basa sulla “cultura, sulla lingua, sull’identità, sulla lealtà e non sulla storia personale, sul corredo genetico o sul colore della pelle.” In base al loro progetto, anche ogni tentativo di collocazione a destra o a sinistra viene meno. Infatti, essendo consapevoli degli errori commessi dalla leadership politica all’inizio degli anni ’90, hanno poi stabilito nel proprio progetto un impegno “per combinare gli elementi migliori delle politiche di destra e di sinistra”: un reato inconcepibile per lo sport preferito dai media italiani, abituati ad affettare e a separare la nebbia politica.
Spazzati via i castelli di carte costruiti attorno ai Democratici Svedesi, resta ora il nodo: un simile accanimento verso il Movimento 5 Stelle e verso l’intera compagine del gruppo EFD nell’Europarlamento sta a significare che facciamo paura. Non ci avranno come ci vogliono, prigionieri di stereotipi e piegati ai rituali dei vecchi partiti. Con i nostri sette punti per l’Europa e con il coraggio e l’impegno dei nostri 17 portavoce rappresentiamo un cambiamento. Siamo il cambiamento e continueremo a dimostrarlo.

Leggi lo statuto del partito svedese
Leggi la lettera degli esponenti del partito svedese in cui prendono le distanze dalle accuse di razzismo