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“Un’iniezione di soldi pubblici come regalo di Natale: nasce così la “nuova” Alitalia. Con un presidente, Montezemolo, che di nuovo ha nulla e con un’operazione finanziaria che mette la nostra compagnia nazionale in mano a Etihad. E come se non bastasse Bruxelles non ha ancora deciso se proprio l’intervento di Poste Italiane nel capitale di Alitalia si configuri come un aiuto di Stato. Nel caso in cui l’indagine dell’Unione dovesse riscontrare una violazione delle regole europee sulla concorrenza, non è escluso che piovano delle sanzioni sulla neonata compagnia. Come se nulla fosse il management ha stimato di poter raggiungere un utile di un centinaio di milioni nel 2017. Prezzo del petrolio e crisi permettendo. Non una parola si dice dei lavoratori, non una sulle tariffe, e neanche sulle tratte che – secondo indiscrezioni – sarebbero da riscrivere lasciando scoperti collegamenti nord-sud esiziali.
Noi del M5S denunciamo ancora una volta la scarsa trasparenza dell’operazione considerando che nasce con il vizio che accomuna Alitalia alle tante aziende parastatali d’Italia: sono private solo quando conviene agli industriali. Quando ci sono i periodi di difficoltà, si mettono le mani nelle tasche dei cittadini” M5S Parlamento