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In Liguria “Forza DS” funziona molto bene e i risultati si vedono. Al posto della costa c’è il cemento. La Casa della Legalità mi ha inviato una lettera sul libro: “Il partito del cemento“.

Caro Beppe,
nulla di più vero di quanto hai affermato l’otto luglio. Il problema non è tanto Silvio Berlusconi, ma il Comitato di Affari, trasversale di cui lui è oggi garante e che resta immutato se a Palazzo Chigi vi è Prodi, D’Alema o qualunque altra espressione della nomenklatura, qualunque compagine di governo ci sia, il regista è e resta quell’occulto ed osceno comitato di affari che sta devastando il Paese.
Il giudice Roberto Scarpinato nel suo ultimo libro, “Il ritorno del Principe“, afferma: “alcuni dei più noti processi celebrati in questi ultimi anni hanno dimostrato che l’occulta trasversalità della gestione del potere del nostro Paese non è storia del passato, determinata da patologie transitorie, ma realtà strutturale… Il potere visibile rischia così di divenire il figlio bastardo di quello invisibile, generato a sua volta da una miriade di segreti matrimoni di interessi o di transazioni sottobanco… Un sistema integrato di soggetti individuali e collettivi. Una sorta di tavola dove siedono figure diverse, non tutte necessariamente dotate di specifica professionalità criminale: il politico, l’alto dirigente pubblico, l’imprenditore, il finanziare, il faccendiere, esponenti delle istituzioni e, non di rado, il portavoce delle mafie…”
Ma visto che il Potere è ben attento a non far vedere la realtà, offrendo meravigliosi colpi di teatro, occorre un esempio concreto, altrimenti l’inganno del Potere continuerà a far pensare che ci siano una Maggioranza ed una Opposizione alternative, quando invece sono complementari.
Il libro: “Il Partito del Cemento”, di Marco Preve e Ferruccio Sansa spiega quanto sia invasiva e distruttiva la commistione d’interessi che piega l’interesse pubblico a quello privato. Si parla del cemento (tre milioni di metri cubi di colate programmate) che coprirà il poco che resta della costa e della collina ligure. Porticcioli, grattaceli, complessi residenziali e box, strade e riempimenti, cambieranno per sempre il volto della Liguria, dove già, per l’Istat, dal 1995 al 2005 è stato cancellato il 45,55% del territorio libero da costruzioni, mentre il turismo è in crisi perché la “bellezza” del paesaggio svanisce. Speculazioni che avvengono con il completo asservimento delle Pubbliche Amministrazioni agli interessi dei faccendieri. I Piani Urbanistici come i Piani di Bacino o di tutela del paesaggio e della costa sono di fatto cancellati e riscritti direttamente sotto dettatura dagli speculatori, sulla base delle loro esigenze, spesso ignorando i rischi per il dissesto idrogeologico di ampie zone del territorio.
Il libro fotografa la realtà e fa conoscere nomi e cognomi dei protagonisti. Si comprende che è realtà l’asse trasversale tra centro-destra e centro-sinistra e la comune commistione con gli affari (anche quelli non troppo “puliti”). Si vede che coloro che si mostrano “garanti” della Questione Morale sono piegati e parte di questo “sistema”. Comprendiamo che vi sono luoghi che hanno sostituito le Istituzioni, svuotandole di ogni minimo potere di controllo o indirizzo. Luoghi mascherati da associazioni culturali o fondazioni, come “Maestrale”, che rappresentano lo strumento per incontri d’interesse (che producono scambio, ricatto e clientela), e che poi fanno ratificare i “patti” dalle Istituzioni al fine di garantirsi una parvenza di legalità. Nel libro si parla dei potenti di questa regione, come Claudio Burlando e Claudio Scajola. Si racconta di Luigi Grillo. Ma si parla anche dei piccoli Comuni dove gli interessi speculativi del cemento uniscono tutti coloro che gestiscono la cosa pubblica. Dalla lettura si apprende un’altra realtà inquietante: l’infiltrazione mafiosa. Ne parla il giudice dell’antimafia Anna Canepa: “E’ importante non dimenticare che Criminalità Organizzata non è solo violenza, estorsioni, omicidi, ma è soprattutto, nelle realtà come la nostra, penetrazione nella economia legale e nel mercato attraverso il riciclaggio del denaro; ed è bene ricordare che è attraverso lo strumento dell’appalto e sopratutto del subappalto che l’economia legale viene pesantemente infiltrata e condizionata da quella illegale. E quindi, quella colata di cemento, che con la benedizione trasversale di tutte le forze politiche, sta per abbattersi sulla Liguria, in particolare attraverso la costruzione dei porticcioli turistici (e degli insediamenti connessi) dovrebbe essere oggetto di grande preoccupazione, per non dire allarme.”
Alla presentazione del libro, lo scrittore Maurizio Maggiani ha detto: “I politici e non solo loro, hanno avuto il Potere, hanno tuttora il Potere di decidere per me la mia vita, e lo hanno fatto, hanno radicalmente cambiato… le mie speranze di vita ed in particolare lo hanno definitivamente fatto per la generazione che verrà dopo la mia… E’ successo che l’enorme potere di decidere è stato usato per le decisioni totalmente estranee ai miei bisogni ed ai bisogni della mia comunità…”.
Ora dobbiamo solo muoverci noi tutti senza delega a chicchessia per difendere la nostra terra, la nostra comunità, il nostro futuro,
Da quando “Il Partito del Cemento” è nelle librerie, tutti i politici ed amministratori, di destra e di sinistra, in Liguria si dicono contro le speculazioni e per l’ambiente, nell’estremo tentativo di nascondere l’osceno. Non facciamoci incantare!” Casa della Legalità


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A muso duro – Urzino-Bertoli – 1979
E adesso che farò, non so che dire/e ho freddo come quando stavo solo/ho sempre scritto i versi con la penna/non ordini precisi di lavoro./Ho sempre odiato i porci ed i ruffiani/e quelli che rubavano un salario/i falsi che si fanno una carriera/con certe prestazioni fuori orario/Canterò le mie canzoni per la strada/ed affronterò la vita a muso duro/un guerriero senza patria e senza spada/con un piede nel passato/e lo sguardo dritto e aperto nel futuro./Ho speso quattro secoli di vita/e ho fatto mille viaggi nei deserti/perché volevo dire ciò che penso/volevo andare avanti ad occhi aperti/adesso dovrei fare le canzoni/con i dosaggi esatti degli esperti/magari poi vestirmi come un fesso/per fare il deficiente nei concerti./Canterò le mie canzoni per la strada/ed affronterò la vita a muso duro/un guerriero senza patria e senza spada/con un piede nel passato/e lo sguardo dritto e aperto nel futuro./Non so se sono stato mai poeta/e non mi importa niente di saperlo/riempirò i bicchieri del mio vino/non so com’è però vi invito a berlo/e le masturbazioni cerebrali/le lascio a chi è maturo al punto giusto/le mie canzoni voglio raccontarle/a chi sa masturbarsi per il gusto./Canterò le mie canzoni per la strada/ed affronterò la vita a muso duro/un guerriero senza patria e senza spada/con un piede nel passato/e lo sguardo dritto e aperto nel futuro./E non so se avrò gli amici a farmi il coro/o se avrò soltanto volti sconosciuti/canterò le mie canzoni a tutti loro/e alla fine della strada/potrò dire che i miei giorni li ho vissuti.

Scarica "La Settimana" N°27-vol4
del 6 luglio 2008