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Il Patto del Nazareno è sciolto. Lo dicono i contraenti. Nessuno sa che cosa contenga questo patto che riguarda tutti gli italiani. Un patto extraparlamentare alla stregua della trattativa Stato-Mafia. Un patto che ha stravolto e sta stravolgendo la Costituzione. Allora, all’inizio degli anni ’90, ci furono le bombe a sancire l’accordo, oggi, più modestamente bastano il Bomba e un condannato. Può essere che quanto concordato nel patto sia già stato portato a termine e per questo sia ormai inutile tenere in piedi un teatrino o che continuino a portarlo avanti. Chi lo sa? Non conoscendo i suoi contenuti gli italiani non possono entrare nel merito. Forse uscire dal patto (almeno a parole) è una manfrina per non far esplodere i rispettivi partiti, ricompattarli e andare alle prossime elezioni l’un contro l’altro armato per prendere per il culo gli elettori. Il giaguaro riverginato contro l’ebetino. In qualunque democrazia questo patto dovrebbe essere reso pubblico, altrimenti a che serve il Parlamento? A fare da passacarte? Ad approvare decreti legge spesso senza neppure che sia presentato il testo? Tanto vale sciogliere il Parlamento insieme al patto, per quello che ormai rappresenta. Un ratificatore di due personaggi che si riuniscono in una stanza e decidono per tutti. A questo punto era meglio la monarchia. Più onesta, più trasparente. Intanto in Italia si ruba senza ritegno dall’Emilia alla Lombardia al Lazio. Il patto forse serviva a questo: a scappare con la cassa.