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“I Comuni sono vicino alla paralisi: se continua così tra qualche anno i servizi che da sempre sono offerti ai cittadini saranno esternalizzati a qualche cooperativa o azienda esterna e la loro qualità precipiterà. Lo scellerato PATTO DI STABILITA’ obbliga i Comuni a fare saldi positivi di bilancio per tamponare il deficit nazionale. Quindi non possono spendere soldi per i servizi: la negazione e lo scardinamento delle autonomie locali! I Comuni che offrono ai loro cittadini molti servizi (come Bologna e Milano), fanno risparmiare soldi allo Stato, ma queste spese sono sottoposte al patto di stabilità e ai vincoli di assunzione. Un paio di anni fa si è inserita una scappatoia all’Italiana: se i servizi socio-assistenziali sono svolti da una certa forma giuridica (Istituzione, Azienda Speciale o ASP) sono esclusi dal patto e dai vincoli. Che senso ha? Se un servizio è essenziale deve essere estratto dallo scellerato patto di stabilità e dai vincoli di assunzione. A ottobre intanto veniva presentata dal governo la nuova legge di stabilità che dice l’esatto opposto: anche aziende speciali, istituzioni e ASP sono soggette al patto di stabilità. Schizofrenia pura! Ora i comuni come Bologna dovranno esternalizzare i servizi il più rapidamente possibile. La legge di stabilità deve essere emendata per individuare i servizi essenziali e quindi estrarli dal patto di stabilità e dai vincoli di assunzione! Ho presentato la delibera in Consiglio Comunale a Bologna ed è passata all’unanimità, ma purtroppo a Roma dentro ai partiti, c’è chi tutela altri interessi e punta ad obbligare i Comuni a mettere i servizi sul mercato. La partita è aperta, la posta in gioco è il futuro dei servizi locali e di migliaia di lavoratori.” Marco Piazza, portavoce dei Cittadini in Consiglio Comunale a Bologna