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Il Pd ha un nuovo business. Fanno soldi con la vendita delle elezioni alla Camera e al Senato. Come ha dichiarato Mineo una “posizione utile” in lista che garantisce l’elezione a deputato o senatore costa 25.000 euro subito più altri 150.000 in 5 anni. Essere eletto nelle liste del Pd non è un problema, basta avere i soldi. Il MoVimento 5 Stelle ha chiesto a Camera e Senato l’apertura di un’indagine. La democrazia non si vende. Questa pratica deve terminare, le elezioni devono essere libere e aperte a tutti non a chi paga il pizzo al Pd.

di Luigi Di Maio

Lo sapevate che per essere candidato nel Partito Democratico si devono pagare 25.000 euro e altri 150.000 in 5 anni? Si chiama “patto di candidatura“, con cui i partiti vendono i seggi in Parlamento, pena la decadenza e la non candidatura per le prossime elezioni. La conferma è arrivata in diretta tv a Coffee Break su La 7: “Non è vero che i partiti vendono i seggi” ha detto l’ex tesoriere del Pd Misiani. “Ma come no” replica in diretta Mineo, ex senatore del Partito Democratico: “A me la tesoreria del Pd, a cose fatte, mi ha mandato una lettera con la richiesta di versare 25.000 euro perché ero stato messo in ‘posizione utile’ in lista. Significa che il partito si sente padrone del seggio e allora il Parlamento non conta nulla“.
Abbiamo già presentato un’interrogazione per fare chiarezza, e chiediamo alla Boldrini e a Grasso di acquisire tutti questi contratti alla Presidenza della Camera per aprire un’indagine sulla vendita di seggi da parte del Pd.