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“Ieri a Roma si è tenuta una manifestazione contro la decisione del sindaco Marino di tagliare il salario accessorio di 24.000 dipendenti comunali per un importo di circa 250/300 Euro a testa. Si tratta di insegnanti di scuole comunali, vigili del corpo di polizia locale, ingegneri, architetti e laureati che lavorano nei vari dipartimenti e municipi, lavoratori che dopo anni di studio percepivano un reddito di Euro 1.400/mese. “Percepivano” è proprio il termine esatto, visto che ora ne prenderanno 300 in meno. Ci chiediamo come mai, a fronte dei 280 milioni di Euro derivanti dal SalvaRoma, 250 milioni di Euro di nuove tasse locali (altro che 80 Euro, sono 100 Euro per ogni cittadino!), 250 milioni di Euro di vendite immobiliari (come previsto nell’indegna proposta di delibera n. 88), sia necessario ottenere ulteriori 6 milioni decurtando i salari dei dipendenti capitolini di 2/300 Euro. Riteniamo che sia doveroso tutelare stipendi molto bassi (anche 1200 euro al mese) di dipendenti che svolgono funzioni di vitale importanza per i cittadini. Evidentemente la strategia del Sindaco e del nostro Premier è quella di creare una popolazione di schiavi del lavoro ed una vera e propria guerra tra poveri, all’insegna del “si salvi chi può”. Altrimenti avrebbe dato seguito alle proposte avanzate dal M5S, per fare una vera e propria razionalizzazione della spesa ed eliminare gli sprechi del bilancio di Roma. Infatti gli chiediamo: Come mai gli affitti d’oro stanno sempre lì (nonostante la mozione del M5S approvata dall’Aula)? Come mai si continuano a concedere impianti a prezzi irrisori (vedasi Capannelle concessa al prezzo di una rosticceria: Euro 68.000/anno)? Come mai le società municipalizzate continuano a dilapidare? Come mai il sindaco si permette uno staff da 5 milioni di euro? Come mai la nostra avvocatura costa 6 milioni di Euro? Come mai non si aggrediscono preliminarmente gli stipendi d’oro di dirigenti e manager? Come mai le auto blu (costo 9 milioni, ben superiore al taglio in questione) sono sempre lì? La nostra considerazione è che la politica evidentemente non può intervenire su questi sprechi, non ha alcuna “capacità d’agire” per evidenti ragioni, e preferisca pertanto mantenere tali “privilegi” creando al contempo un popolo di schiavi del lavoro”.
Carla Ruocco, M5S Camera