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Pawel Kuczynski - Scorpio Tv - https://www.facebook.com/pawelkuczynskiart/

di Beppe Grillo e il suo Neurologo – Mi è venuto in mente Platinette, ce lo avete presente? Mi ha sempre fatto ridere, spuntava da una radio (nessuno sa dire quale radio stia ascoltando in macchina se non è radio Maria o radio radicale) e via con i suoi discorsi luccicanti, la sua fluenza esplosiva e le battute argute. Pensieri apparentemente senza un filo conduttore su qualunque cosa, il tono da matrona impazzita, una vera drag queen del “ragionamento”; un artista. Non importa come la pensi, ascoltare un personaggio del genere è un benefico esercizio mentale, un personaggio inaspettato che crea aspettativa parlando spesso di faccende e situazioni legate ad un mondo che in molti rifiutano. Il grande vantaggio per chi si diverte ascoltando Mauro Coruzzi sta proprio nel fatto che non sai cosa sta per dire, l’inaspettato diverte… almeno divertiva.

Confessiamolo, leggere i giornali oggi non è soltanto il contrario esatto dell’inaspettato, è anche molto deprimente. Non solo per il fatto che raccontano, sempre e soltanto, della stessa foresta di gufi, ma anche (e soprattutto) perché lo fanno costantemente nello stesso modo.

Di questi tempi uno dei personaggi televisivi meno allineati con questa monotona tristezza è Diego Fusaro.

Oggi, sulle pagine del Fatto, Diego racconta di un fall out di Skype durante una sua “presenza” ad un programma intitolato “le parole della settimana “sulla TV di Stato”.

Cos’hanno in comune Platinette e Fusaro?

Praticamente nulla, tranne che l’unico modo possibile per tentare di spingerli vero le paludi della triste monotonia mainstream è censurarli, spegnere il collegamento. Ed è quello che sembra proprio sia successo a “le parole della settimana” con Fusaro, mentre ribadiva la sua posizione sul pensiero unico, quello che rimbalza da un media all’altro, cui spesso dimenticano pure di cambiare l’accento.

Ma chi sono e cosa rappresentano personaggi così unici? E’ gente che sta per dire cose che non sai e non ti aspetti; che con una cultura diversa da quella cui siamo abituati ci ricordano che esistono sempre modi diversi di vederla e di sentirla.

Nel mio fantasticare ad occhi aperti sul punto della “condizione italiana” arrivo tosto al dunque: è tutta una questione di piani B! Non si tratta soltanto delle “regole europee” e della necessità di ripetere continuamente che nessuno intende infrangerle.

Fusaro, quando racconta del “turbocapitalismo” non si limita a fornire un’interpretazione originale di ciò che accade nel mondo a danno della gente, il suo più grave delitto informazionale è sostenere che ci sono alternative possibili. Questo significa “piano B,” avere immaginato la possibilità che, un giorno, le condizioni iniziali, quelle che hanno portato a patti scellerati fra i leader occidentali d’Europa ed il capitale finanziario del mondo avrebbero dovuto essere cambiate.

Eppure, per quanto la rigidezza della UE attuale sia destinata a causare molta inutile tristezza, ciò che mi preoccupa di più riguarda i nostri ragazzi. Perché ogni volta che qualcuno sta mettendo in discussione il pensiero unico e viene spinto verso l’oblio, i ragazzi vengono invitati a non ragionare più: perché avere un piano diverso da quello che si sta seguendo è indispensabile anche solo per andare a fare un giro la domenica.

Neppure il Presidente del Consiglio sembra potersi permettere di ammettere che un piano alternativo a quello principale è indispensabile. Nonostante Conte sia stato preceduto da gente come Berlusconi e Renzi, si tenta di ridicolizzarlo. E questo a detrimento dei fondamentali del pensiero logico e critico, che si stanno perdendo ovunque e comunque.

I Media mainstream non hanno solo l’effetto di impetroliare le menti con i mantra del pensiero unico ma anche quello di condizionare i giovani: “c’è solo uno ed un modo solo per affrontar le cose… lo stesso di ieri.

Il piano B, la sua essenza e la sua pragmatica, andrebbe insegnato a scuola (forse ancor prima di logica e filosofia, perché aiuterebbe a capirle).