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“Treviso. “Sono costretta a dare in affido mio figlio, non posso permettermi di mandarlo a scuola. Non ho i soldi per farlo e nessuno mi aiuta. Ora che hanno arrestato il più grande la situazione familiare è precipitata“. La disperata richiesta d’aiuto arriva da una mamma trevigiana straziata dal dolore. Suo figlio, poco più che ventenne, è stato arrestato giovedì scorso dai poliziotti della squadra Mobile nell’ambito di un’indagine sullo spaccio tra giovani e giovanissimi. “Ho chiesto di avviare le pratiche d’affido per permettere al più piccolo un futuro migliore“. È una mamma che ha scelto di raccontare la sua storia che passa attraverso una separazione e un lavoro che non c’è. Il secondogenito è affetto da una lieve disabilità, necessita di assistenza e cure dedicate e questo complica le cose nella famiglia che è costretta a chiedere aiuto per arrivare a fine mese. “Per me è una sofferenza rimanere a casa con il piccolo e vivere alla giornata senza neppure i soldi per fare la spesa“. La famigliola che vive in un modesto appartamento nella prima periferia della città continua a ricevere telefonate per le bollette non pagate dell’energia elettrica, del gas e del telefono. Parole rotte dal dolore e dal pianto di una mamma disperata.” Andrea Zambenedetti