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Un piano per salvare l’umanità
(12:14)

Lester Brown, uno dei più importanti ambientalisti del mondo, fondatore del Worldwatch Institute e dell’Earth Policy Institute, introduce alcuni concetti molto interessanti. L’estrazione del petrolio non deve più essere fatta nelle zone sottomarine senza un’assoluta sicurezza, comprese tutte quelle esistenti. Il Golfo del Messico potrebbe essere solo l’inizio della marea nera. Il picco del petrolio, quindi il punto oltre il quale il petrolio comincerà a scarseggiare, sarà accompagnato dal picco dell’acqua. I due fenomeni cambieranno l’economia e la nostra stessa idea di civiltà. Questo non succederà tra decenni, ma succede ora. Lester Brown che ha partecipato alla creazione del documentario “Terra reloaded” prodotto insieme a Greenpeace, ha scritto nel suo ultimo libro: “Piano B 4.0 – Mobilitarsi per salvare la civiltà” (Ed. Edizioni Ambiente) le indicazioni per il futuro. Un piano per la sopravvivenza, ma anche per un domani migliore per le generazioni che verranno.

Intervista a Lester Brown

La Chernobyl dell’industria petrolifera (espandi | comprimi)
Blog: “Qualche settimana fa, una piattaforma petrolifera di BP è esplosa e il petrolio sta riversandosi nel Golfo del Messico. Nel mentre, in Europa, stanno fallendo gli Stati. Cosa sta capitando al mondo?”
Lester Brown: “Non sappiamo cosa sia andato storto. Sappiamo però che BP stava perforando in una zona dove l’acqua era profonda oltre un miglio, e il giacimento si trovava sotto un ulteriore mezzo miglio di pietra. Il petrolio si trovava quindi sotto un’enorme pressione. Ci sono due questioni. È andato storto qualcosa, o forse la pressione di questo giacimento era così elevata che la tecnologia esistente non è stata in grado di controllarla? Se vale la seconda ipotesi, questo fa alzare una bandiera rossa sulle trivellazioni in alto mare e ad alte profondità, perché non si sa bene quali condizioni si incontreranno. Può essere che, nonostante la tecnologia di trivellazione in alto mare sia stata efficace in passato, potrebbero non essere adeguate per gestire i nuovi problemi che stanno emergendo in condizioni estreme. Qualcuno ha detto che questo evento potrebbe essere la Chernobyl per l’industria petrolifera, almeno per le trivellazioni in alto mare.

L’ignoranza degli economisti (espandi | comprimi)
La questione è: cosa possiamo fare e quanto ci costerà non farlo. Perché se non lo facciamo, siamo finiti! La civiltà non sopravviverà continuando con la solita gestione delle cose. Dobbiamo operare grandi cambiamenti: tagliare le emissioni di CO2, stabilizzare la crescita della popolazione, sradicare la povertà – che è strettamente connessa con la stabilizzazione della crescita demografica – e ripristinare l’agricoltura, la pesca, le riserve idriche, il nostro sistema di sostegno naturale. Il problema è che si tratta di un sistema complesso di questioni e i capi di Stato sono consigliati perlopiù da economisti. Ci sono un sacco di cose che gli economisti fanno bene, ma ci sono delle cose che non sanno fare bene affatto. Gli economisti non riconoscono il livello di rendimento sostenibile dei sistemi naturali. L’economia semplicemente non riesce a riconoscere la cosa. Non c’è niente nella teoria economica che spieghi perché l’industria della pesca del merluzzo in Canada sia crollata, o perché si stiano fondendo i ghiacciai sugli altopiani del Tibet e sull’Himalaya. L’economia non spiega perché la calotta polare della Groenlandia si stia fondendo e il livello del mare si stia alzando.

Il picco dell’acqua (espandi | comprimi)
Quando avremo esaurito le scorte d’acqua, il tasso di prelievo dovrà necessariamente ridursi fino al tasso di riempimento naturale. Non si tratta di ipotesi o argomenti di dibattito. È la realtà. Quindi abbiamo bolle della produzione di cibo di dimensione significativa che prima o poi scoppieranno e non credo che il mondo sia pronto a questo. A me pare che le aree irrigate negli Stati Uniti hanno raggiunto un picco e stanno ora diminuendo. Ciò vale certamente anche per l’India. Potrebbe valere anche per la Cina, non siamo sicuri, e per un numero di piccoli Stati: Arabia Saudita, Siria, Messico. Ciò significa che probabilmente abbiamo raggiunto il picco di estrazione dell’acqua contemporaneamente al raggiungimento del picco di estrazione del petrolio.