Condividi

La Sicilia si avvia a rimanere senz’acqua. A Messina è stato dichiarato lo stato di emergenza: 250.000 persone senza acqua corrente. A Gela l’acqua arriva una volta a settimana. Ad Agrigento la sua erogazione è stata sospesa a causa della presenza di un batterio.

L’acqua in Sicilia è gestita, se così si può dire, da un ente privato (Siciliacque, 59,6% di proprietà della francese Veolia) a cui Cuffaro diede la gestione per 40 anni. Il volere dei cittadini espresso con il referendum sull’acqua è calpestato. Succede altrettanto in Campania dove ieri nove comuni sono rimasti senz’acqua. L’acqua deve tornare pubblica, la rete colabrodo risanata con investimenti statali ed eliminato il rischio del dissesto idrogeologico che sta distruggendo i bacini idrici. Questo è quello che serve all’Italia che invece oggi viene presa per il culo con l’ennesimo annuncio, da parte di uno che più che un statista sembra l’ingegner Cane della Gialappas, della costruzione del Ponte sullo Stretto.

VIDEO Come il governo costruirà il Ponte sullo stretto spiegato dall’ing. Cane

Un’opera faraonica che non vedrà mai la luce, già costata circa 600 milioni di euro ai contribuenti, per il quale 3 anni fa il governo Monti stanziò 300 milioni per il pagamento delle penali per la NON realizzazione del progetto. Secondo il piano economico, approvato dal consiglio d’amministrazione della Stretto di Messina Spa il 29 luglio 2011, il costo complessivo dell’opera sarebbe di 8,5 miliardi di euro, mezzo Reddito di Cittadinanza con cui il M5S salverebbe 10 milioni di italiani dalla fame e dalla disoccupazione. Un ponte di 3.000 metri con profilo aerodinamico non è mai stato fatto prima d’ora. Non c’è la sicurezza che regga, in particolare in una zona altamente sismica (ricordate il terremoto di Messina?) e con correnti fortissime. La notizia della costruzione del ponte è una presa per il culo che serve al Pd per avere un argomento di cui parlare ai talk show e coprire i suoi fallimenti quotidiani, alla mafia per aprire cantieri che non vedranno mai fine e che costerà altri centinaia di milioni ai cittadini assetati.

Condividi
Articolo precedenteL’Italia dei bari
Prossimo articoloLombardia Felix