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Il lavoratore con contratto e termine deve avere una retribuzione più alta rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato: il M5S propone che sia riconosciuta al lavoratore precario un’indennità di flessibilità aggiuntiva pari al 30% della retribuzione ordinaria“. Il 20 marzo 2014 grazie a Renzie il lavoro è tornato ad essere schiavitù. Assistiamo alla liberalizzazione dei contratti a termine, per la cui stipulazione non è più richiesta una causa di giustificazione oggettiva. Con le innumerevoli proroghe possibili pensate dagli schiavisti del nuovo millennio, e l’estensione della durata massima di successione dei contratti a complessivi 36 mesi, si procede allo smantellamento del diritto al lavoro. Il decreto legge viola gli obiettivi e i principi ispiratori della direttiva europea tesi all’adozione del contratto di lavoro a tempo indeterminato come forma comune, prioritaria e principale di assunzione e d’ingresso nel mercato del lavoro rispetto al contratto a tempo determinato. Il decreto crea nuovi posti di schiavitù iperprecaria. Inoltre sono state presentate modifiche per aggirare il paletto che poneva un limite alle assunzioni a termine pari al 20% della forza occupata. La precarietà non deve esistere. Sarà una guerra su ogni emendamento. Questo Decreto è un insulto ai cittadini, ai precari, ai lavoratori, ai sindacati. In Commissione Lavoro abbiamo richiesto la votazione nominale per far conoscere ai cittadini i nomi dei parlamentari che stanno distruggendo il lavoro in Italia. Il Pd ha respinto la nostra richiesta: vogliono insabbiare la liberalizzazione dei contratti a termine. Non ci mettono la faccia. Questi decreto deve essere ritirato.” M5S Camera