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“Lettera aperta a Matteo Renzi. Sono una ragazza di 26 anni. Questa mattina mi sono svegliata, mi sono seduta a tavola e c’era mia madre con lo sguardo perso nel vuoto.
Le ho chiesto cosa avesse. Mi ha risposto chiedendomi se io sapessi se fosse possibile vendere un rene. Prima mi sono molto arrabbiata, spiegandole che non è possibile, che è reato. Lei ha compreso, ed ha abbassato la testa con gli occhi lucidi. Poi ho respirato e ho provato dentro di me una forte rabbia mista a tristezza. Avrei voluto risponderle: “Tranquilla, ci penso io a te”. Ma poi mi sono ricordata che nonostante due lauree, nonostante aver girato tutta l’Italia in cerca di un lavoro, nonostante io abbia mandato migliaia di curriculum,io un lavoro non ce l’ho. Noto con profondo dolore che i dati inerenti i 10 milioni di italiani in povertà e oltre il 40% di disoccupazione giovanile è secondario alle vostre riforme costituzionali, alle vostre ghigliottine, al vostro senato di nominati.Stiamo morendo. Non abbiamo più sogni, speranze. Ci è stato tolto tutto. Allora ho una domanda da farle: se lei avesse una madre di 65 anni che arrivasse a pensare di vendere un rene per mantenere la propria famiglia, lei da figlio come si sentirebbe?”
A. L.