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di Beppe Grillo – “Se si votasse oggi, chi sceglierebbe?” o “Per quale partito intende votare alle prossime elezioni?”. Sono alcune delle tipiche domande dei sondaggi politici realizzati da apposite agenzie private che interpellano i cittadini tramite i canali telefonico, e-mail e faccia a faccia. Ci sono sondaggisti che, con tempi e budget ristretti, scelgono di sacrificare il rigore metodologico ricorrendo soprattutto alla raccolta dati in modalità online e fanno solo confusione nel dibattito pubblico, mentre altri sono più professionali ma scontrandosi nella difficoltosa costruzione del campione che quasi mai rappresenta adeguatamente la popolazione ed è lontano dal reale sentire. Poi c’è il problema delle risposte, che molto spesso sono incerte e talvolta influenzate dagli stessi quesiti formulati in modo tale da pilotare l’orientamento degli intervistati.

Per il filosofo e sociologo Pierre Bourdieu il sondaggio è subordinato a interessi politici con l’effetto manipolatorio di «costituire l’idea che esiste un’opinione pubblica unanime, quindi di legittimare una politica e rinvigorire i rapporti di forza che la fondano o la rendono possibile».

Ma, in Italia, quali sono le principali agenzie di sondaggi politici e chi c’è dietro?

Cominciamo da IndexWay, che fa analisi demoscopiche per Piazzapulita di La7. Specializzata in ricerche di mercato, comunicazione, formazione e produzione cinematografica, è stata fondata dai fratelli Luigi e Ambrogio Crespi, con il coinvolgimento operativo dei familiari: Natascia Turato con ruolo di direttore e Anna Crespi che è fotografa e graphic designer, rispettivamente moglie e figlia del primo; Helene Pacitto, coniuge del secondo, che nel 2017-19 è stata l’organizzatrice dell’attività di comunicazione istituzionale e politica della senatrice Anna Maria Bernini di Forza Italia.

Luigi da giovane era un militante comunista, da Autonomia Operaia al PCI. Poi diventa spin doctor, cioè consulente politico per procacciare consenso elettorale. Bazzicava nell’area della Lega Nord e nel 2001 consiglia a Silvio Berlusconi il “Contratto con gli italiani”, lavorando in seguito per Gianni Alemanno, Francesco Storace, Stefano Caldoro, Raffaele Fitto, Daniela Santanchè, Mara Garfagna, Gianfranco Miccichè e affini. Il fratello Ambrogio è un comunicatore e regista, nel 2006 si candida a Sindaco di Milano (ottiene solo un migliaio di voti) e nel 2010 cura la campagna elettorale per la rielezione a Sindaco di Tirana del socialista Edi Rama, che non vinse ma dal 2013 è premier dell’Albania. I due Crespi sono coinvolti in vicende giudiziarie di bancarotta fraudolenta: condannati per il dissesto nel 2004 della HdC Holding della Comunicazione con un passivo di € 40 milioni; più di recente rinviati a giudizio per il fallimento nel 2017 della SpinWeb con un deficit di € 3 milioni ed era impresa che sviluppava progetti editoriali come il giornale “Tazebao” di Sandro Gozi (Italia Viva). Altro pesante precedente penale è in capo ad Ambrogio, che nell’ottobre 2012 è stato arrestato con l’accusa di scambio elettorale politico-mafioso per una presunta raccolta di voti dalla ‘Ndrangheta per Domenico Zambetti dello schieramento Formigoni alle regionali lombarde del 2010. Proclamatosi innocente, chiese più volte al Tribunale della Libertà e alla Cassazione la scarcerazione, che gli negarono. Torna libero nell’aprile 2013, dopo 7 mesi di detenzione, perché non c’era rischio di fuga e reiterazione, ma nel 2017 arriva la condanna a 12 anni di reclusione, pena dimezzata nel 2018 in Corte d’Appello per il riconoscimento delle attenuanti generiche.

IndexWay ha da poco siglato un accordo con la cessione di una quota di maggioranza relativa del suo capitale alla Proger – importante società per azioni di engineering e management a livello mondiale – che è interessata a tutte le attività dell’agenzia, compresa “La Fabbrica dei Leader” che organizza corsi di marketing e comunicazione per talenti ed è condotta dai cosiddetti “Fabbricatori” tra cui Luigi e Ambrogio Crespi, con rispettive consorti, ed anche il giornalista televisivo Luca Telese. L’investimento si inserisce in un piano di sviluppo nei settori Oil&Gas, Green Energy, Sanità, Sicurezza e Media, nell’ambito di un’ampia partnership industriale con il colosso Cadogan Petroleum quotato alla Borsa londinese, ma per ulteriori informazioni su queste operazioni la Proger rimanda al proprio ufficio stampa gestito dalla Klaus Davi & Co dell’omonimo giornalista.

Nella Proger il presidente è Chicco Testa, con un passato dirigenziale in Idea Capital Funds di DeAgostini, banca Rothschild, Enel, Acea e Legambiente, nonché deputato comunista nella prima repubblica, mentre il vicepresidente è Antonio Mastrapasqua che anni fa era a capo dell’Inps.

Azionisti di riferimento sono gli ingegneri Umberto Sgambati e Marco Lombardi: il primo è stato classificato nel 2016 da Milano Finanza al 45° posto dei 100 italiani più influenti; il secondo è stato ospite alla puntata del 13 giugno 2019 di Piazzapulita per presentare il progetto Aware di approvvigionamento sostenibile di acqua ed energia per le comunità agricole africane.

Soci minoritari sono la finanziaria Simest del gruppo pubblico Cassa Depositi Prestiti; Tifs Partecipazioni dell’ingegnere Giorgio Finotti, che è il figlio di Antonio Finotti soprannominato il “Cuccia veneto” per il lunghissimo periodo di presidenza nella fondazione bancaria Cassa Risparmio Padova Rovigo (Cariparo) e per la quale era stato indagato su una presunta elusione fiscale da € 400 milioni, ma poi scagionato; Marco Annoni, avvocato, che durante tangentopoli faceva il corriere con bustarelle strapiene di milioni in contanti; mesi fa vi era pure Salvatore Margiotta, ex DC ed attuale senatore PD e Sottosegretario di Stato alle infrastrutture e trasporti, che nel 2008 venne indagato e successivamente condannato ai primi gradi di giudizio per corruzione nella costruzione del giacimento petrolifero Tempa Rossa Total a Potenza, poi assolto in Cassazione. Il Margiotta fu recordman di raccolta ospiti per la cena di autofinanziamento all’Eur di Roma nel 2014 del PD renziano, portando imprenditori e industriali, tra cui l’ex socio Lombardi.

Dalla squadra dei Crespi è fuoriuscita Alessandra Ghisleri, che era dirigente e partecipò al gruppo di lavoro del contratto berlusconiano. Laureata in oceanografia paleontologica, ma specializzata in statistica, nel 2003 si mette in proprio con l’agenzia Euromedia Research divenendo la sondaggista di fiducia di Berlusconi. Da qualche anno dà i numeri in TV, dapprima per Ballarò su Rai 3 e adesso per Porta a Porta su Rai 1.

Nel 2004 nasce l’impresa di ricerche di mercato Acqua Group, che fa sondaggi per Agorà su Rai 3 e nel portafoglio clienti annovera Enel, Generali, Intesa SanPaolo, Mediaset, Mondadori, Coop ed altri, inserendosi inoltre nel programma Elite di Borsa Italiana per realtà in crescita con eventuale quotazione. I proprietari sono il bocconiano Andrea Cimenti, con una carriera iniziata alla CECA (Comunità Economica Carbone Acciaio), e Davide Arduini con laurea economica alla Cattolica e vicepresidente dell’associazione nazionale di comunicazione UNA. Entrambi, dal 2001 al 2003, avevano incarichi dirigenziali nella HdC Holding della Comunicazione dei Crespi.

Una delle più grandi e storiche aziende di ricerca è invece Ipsos, che ha il quartier generale a Parigi.

È stata fondata nel 1975 da Didier Truchot, ricco e influente uomo di affari con un patrimonio complessivo stimato di oltre € 500 milioni ed agganci negli ambienti politici di destra e di sinistra. Quotata alla Borsa parigina, il principale azionista è lo stesso Truchot, insieme a due potenti multinazionali di gestione risparmio e fondi pensione: Fidelity International della facoltosa ereditiera americana Abigail Pierrepont Johnson con $ 15 miliardi di ricchezza personale; Schroder Company con circa £ 450 miliardi di assets e riconducibile all’omonima nobile stirpe amburghese di mercanti e banchieri. Ipsos ha ultimamente potenziato l’attività acquistando la piattaforma di intelligenza artificiale Synthesio per captare dati globali dalle conversazioni online di consumatori e utenti sui social. In Francia ha nel tempo eseguito sondaggi privati per i Presidenti della Repubblica Francois Mitterrand, Jacques Chirac e Nicolas Sarkozy, redigendo anche un recente rapporto sul consenso a Emmanuel Macron, sempre con l’obiettivo di essere la favorita dell’Eliseo, per tentare di accaparrarsi in esclusiva le commesse. In Italia è da un decennio aggiudicataria del grosso appalto Istat sulle spese delle famiglie e le forze del lavoro, per il calcolo di PIL e inflazione: all’ultima gara è stata l’unico singolo operatore partecipante, mentre gli altri erano in raggruppamento d’impresa ma senza i numeri per vincere. La filiale italiana è presieduta da Nando Pagnoncelli, che firma e presenta le rilevazioni demoscopiche nel giornale Corriere della Sera e nel talk DiMartedì su La7. Lui è un sondaggista di lungo corso, laureato in Scienze politiche, che inizia la carriera nella cooperativa di ricerche Abacus, assumendone il ruolo di direttore generale nel 1990, dopo che fu acquistata dall’azienda francese di sondaggi Sofres e un primario cliente era Fininvest. Ha scritto dei libri sull’opinione pubblica e siede nel comitato editoriale, possedendo pure una piccolissima partecipazione, del magazine digitale InPiù che divulga “autorevoli” informazioni politico-economiche e appartiene al gruppo dei fratelli Abete Luigi (presidente Bnl ed ex presidente Confindustria) e Giancarlo (dirigente sportivo ed ex deputato DC), figli di Antonio Abete che era impiegato dell’Istituto Poligrafico dello Stato e divenne industriale tipografico fornendo stampanti alla pubblica amministrazione.

C’è poi Youtrend, erogatrice di sondaggi per l’agenzia di stampa AGI della multinazionale ENI.

I titolari e ricercatori sono: Lorenzo Pregliasco, laureato in Linguistica e giornalista che collabora con L’Espresso; Davide Policastro, laureato in Scienze storiche, con un passato nell’agenzia Termometro Politico che è dell’ingegnere Gianluca Borrelli e fa sondaggi a Coffee Break su LA7; Giovanni Diamanti, stratega di comunicazione, che ha lavorato nelle campagne elettorali per diversi politici del PD, da Debora Serracchiani a Beppe Sala e Vincenzo De Luca fino a Nicola Zingaretti. Giovanni è figlio d’arte del noto politologo e sociologo Ilvo Diamanti. Quest’ultimo è il fondatore e presidente dell’istituto demoscopico Demos & Pi, che esegue sondaggi per il quotidiano laRepubblica e con esso, ed anche con l’editore Gedi, mantiene una stretta partnership.

Altra agenzia è Tecnè di Carlo Buttaroni, che da giovane era vigilante di Botteghe Oscure: sede centrale del PCI. A quei tempi, mentre studiava per la laurea in Scienze politiche, incontrò Stefano Draghi, professore di metodologia delle scienze sociali e dirigente del Partito, che lo introdusse nella “rossa demoscopia”. Oggi sviluppa sondaggi per Quarta Repubblica su Rete4.

In Cartabianca di Rai3, fornitore di sondaggi è l’istituto Ixè e gli esponenti sono: Roberto Weber, storico sondaggista, considerato negli anni Novanta vicino a Massimo D’Alema; Alex Buriani, che sempre negli anni Novanta collaborava all’Ufficio Ricerche dell’Emilia-Romagna dell’allora Democratici di Sinistra; Margherita Sartorio Mengotti, studi classici al “Francesco Petrarca” di Trieste (1979-84) e al Dams di Bologna (1984-90), dove si sarà certamente imbattuta in Gianni Cuperlo che all’epoca, un po’ più grande d’età, frequentava la medesima scuola e università.

I tre hanno lavorato per tanti anni nell’agenzia SWG – fondata nel 1981 dallo stesso Weber – che fornisce sondaggi al Tg di Mentana su La7. Adesso i titolari sono Maria Cristina Salami, ex manager marketing di imprese editoriali e di e-commerce quali Rodale International, Walt Disney, Mediashopping, ed Adrio De Carolis. Costui creò nel 1988, appena ventenne, una delle prime web agency in Italia, apparendo sulla copertina della rivista Fortune come il “Bill Gates italiano del terzo millennio”. L’azienda si chiamava Datanord Multimedia, di cui uno dei soci minoritari era Urbano Cairo del gruppo editoriale RCS, ma poi uscì perché Adrio nel 1999 vendette l’agenzia all’istituto di credito Bipop-Carire, intascando quasi 70 miliardi delle vecchie lire. Tale banca in quegli anni finanziava allegramente gli amici e andò in crac con un buco di oltre € 10 miliardi, dove caddero 70.000 risparmiatori. Adrio investì nell’editoria con DMail Group, che giunse al dissesto per un accumulo debitorio di € 20 milioni. È legale rappresentante della Fondazione Eyu, che in questi giorni è risalita agli onori della cronaca per legami con la Fondazione Open, ambedue casseforti renziane. Il padre è Massimo De Carolis: veterano DC, gambizzato dalle BR, iscritto P2, transitato in FI, condannato per bancarotta, attiguo a Michele Sindona che era il banchiere di Cosa Nostra.

Inserendosi in «certe conventicole», gli organizzatori di sondaggi possono usarsi da strumento di propaganda e – come scrisse il giornalista e politologo Walter Lippmann che coniò il termine “fabbrica del consenso” – «riuscire a creare delle maggioranze al giorno dell’elezione».

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