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“Uno viene ferito a un tallone e il Governo parla di esercito? La reazione è talmente sproporzionata all’offesa che, a buon diritto, troppi pensano che tutto sia stato preordinato per montare una campagna reazionaria governativa per limitare alcune libertà civili e creare un forte diversivo nell’opinione pubblica demonizzando inesistenti nemici di Stato, in perfetto stile Kossiga o Bush ‘Crea un nemico per incaprettare lo Stato!‘ Si pensi al Patrioct Act, mai corretto e che, con l’alibi di Al Qaeda,ha limitato i diritti civili degli Americani! L’attuale richiamo della Cancellieri all’esercito fa pensare a un atto programmato che sfrutta per un’operazione di disinformazione di massa per far passare delle manovre repressive che potrebbero avere come obiettivo anche censure sui blog, da aspettarsi prima o poi, visto che la televisione è sotto controllo del regime, è la corte del potere, ma il web no, e ciò in pieno stile reazionario e antidemocratico.
Questa manovra infame l’abbiamo visto altre volte in questa sciagurata repubblica e sempre quando il Governo traballava o veniva indicato dalla gente come il maggiore nemico di questo paese. Se pensiamo poi che in una noticina del Trattato di Lisbona c’è la possibilità di ripristinare la pena di morte in caso di rivolte popolari, il quadro è completo. Il prof. Albrecht Schachtschneider, uno dei quattro giuristi che stilarono uno storico esposto contro il Trattato di Maastricht, ha spiegato come la pena di morte venga reintrodotta alla chetichella. Non è citata nel testo del trattato, ma in una nota di una nota a piè di pagina. E chi accetta il Trattato di Lisbona accetta con ciò anche la Carta dell’Unione Europea,la quale proclama:”La pena di morte è abolita“, ma poi rimanda ad una nota a piè di pagina, in cui si legge: “Eccetto che in caso di guerra, di disordini, di insurrezione“. La cosa è di estrema gravità giuridica. E’ una minaccia per tutti di finire come la Siria!”. viviana v., Bologna