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Da quanto tempo in questo blog ci battiamo, senza cavare un ragno dal buco, per il ripristino della legalità? E’ per questo che oggi possiamo e dobbiamo celebrarla. Oggi che la giustizia, quella giusta, che non guarda in faccia a nessuno, neppure alle bambine di 10 anni, la giustizia ceppalonica dell’indulto, ha trovato la sua giornata di gloria.
Uno spiegamento di poliziotti e agenti in borghese ha circondato il pericoloso convento di Sant Oyen in Valle D’Aosta. Ha prelevato una bambina bielorussa di nome Maria. L’ha accompagnata in aeroporto e rimpatriata con urgenza.
Maria ha minacciato il suicidio, ma la Bielorussia l’aspetta. Sarà ospitata nel suo vecchio e accogliente orfanatrofio di Vilejka dove ha, secondo la coppia genovese che vuole adottarla, subito violenze inaudite. Sono sicuro che il nostro ministro delle Giustizia manderà degli ispettori per le opportune verifiche.
I genitori affidatari hanno fatto ricorso alla Corte d’appello di Genova per trattenere Maria in Italia. Ma non si è aspettato neppure che si pronunciasse prima di metterla su un aereo. Una extracomunitaria in meno.
Tornerà forse un giorno nel nostro Paese. Chissà, la troveremo lungo qualche viale cittadino, importata dalle mafie dell’Est. Addio Maria.

Ps: Un bambino sardo chiede il nostro aiuto, si chiama Roberto ed è affetto da Leucodistrofia metacromatica. Il suo sito è www.proroberto.it