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Ogni anno utilizziamo un trilione, cioè un miliardo di miliardi, di buste di plastica, di polietilene per l’esattezza. É una quantità enorme di materiale che intasa le discariche di tutto il mondo.

Ad oggi non esistono rimedi alternativi, ma una biologa italiana sembra aver trovato un sistema naturale per smaltire tutta la plastica. La soluzione è un verme che mangia letteralmente il polietilene, materiale che in natura viene smaltito dopo 400 anni. La plastica è altamente inquinante, dannose per gli animali, ma insostituibile in biomedicina, elettronica, industria alimentare.

La scoperta è avvenuta per caso, mentre la biologa, con l’hobby dell’apicoltura, ripuliva i suoi alveari di alcuni strani bachi che infestavano i contenitori. Raccogliendo i bachi in delle bustine di plastica si è accorta, dopo una mezz’oretta, che le buste erano piene di buchi e le larve erano fuggite.

La larva in questione è quella della Galleria Mellonella, che è stata notata per puro caso dalla biologa italiana, Federica Bertocchini.

Qual è il passo successivo? Naturalmente non possiamo allevare enormi quantità di larve, anche perché sono dannose per le api, già in declino a rischio in tutto il mondo, ma capire qual è l’enzima o il batterio che fa digerire la sostanza inquinante al verme mangia-plastica.

Cosa si potrebbe fare? Potremmo realizzare delle piccole discariche eco-sostenibili in ogni quartiere. Questa idea, insieme a piccole altre rivoluzioni, potrebbe cambiare per sempre il ruolo e l’aspetto delle discariche.

Ricordiamo che il polietilene rappresenta il 40% dei prodotti plastici usati in tutta Europa, e il 38% finisce direttamente in discarica.