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“Negli anni 60, scedendo dall’auto per entrare in servizio, un vigile piacentino si accorse di aver posteggiato ove proibito e lesto emise a se stesso una contravvenzione. In città si diffuse la voce e negli anni il cognome del vigile divenne leggenda. Molti anni dopo mio nonno mi raccontò l’aneddoto additando l’ormai anziano vicino di casa. Aggiunse che avrei dovuto comportarmi sempre bene quando giocavo nel giardino condominiale. Mai ho mai dubitato delle parole del nonno, ma crescendo, mi ha seguito il ricordo di quello sguardo sereno e giusto. Io credo che quel vigile amasse tanto il suo paese ed il suo lavoro, che fosse una persona integerrima, al punto di arrivare a sanzionarsi ed esporsi al ridicolo pur di dare il buon esempio nel rispetto della legge. Io credo ora occorra ancora celebrare uomini leggendari, ed eleggere i loro emuli ad esempi ed a capo delle istituzioni, non volpi o faine, degli orsi giusti.” Michelangelo M., Nurmo – Finlandia