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di Roberto Vaino – Da troppi anni si gioca con le parole e con il loro significato. Ci dicevano che se volevamo portare avanti un nostro progetto o ottenere un buon lavoro dovevamo sviluppare cinque punti:

  • value creation;
  • point of market entry;
  • value selling;
  • value delivery;
  • e-finance planning.

In realtà quello che volevano dirci in parole umane era:

  • fai qualcosa di utile per gli altri;
  • attira l’attenzione delle persone;
  • instaura una relazione di fiducia con loro in modo che siano disposte a pagare per quello che offri;
  • offri quello che hai promesso;
  • il ricavato delle vendite deve essere sufficiente per portare avanti la tua attività e pagare i tuoi collaboratori.

Nella migliore delle ipotesi questo modello ti avrebbe fatto ottenere un impiego e poi dopo cinque anni avresti capito che non era quello che volevi fare.

Oppure ti hanno preparato a un lavoro che tra pochi anni non esisterà più e non ti hanno mai raccontato come sviluppare i progetti che davvero possono cambiarti la vita, l’intelligenza emotiva e il tuo modo di interagire con gli altri.

Dale Carnegie, autore del bestseller internazionale Come trattare gli altri e farseli amici, ha condotto uno studio su un gruppo di ingegneri. Dai risultati di questa indagine è emerso che solo il 15% del successo degli ingegneri era dovuto alle loro abilità tecniche, mentre l’85% dipendeva dalla loro personalità, dalle loro qualità umane e dalla loro capacità di interagire con gli altri.

Viviamo in un mondo meraviglioso. Un mondo in cui possiamo accedere in pochi secondi a ogni tipo di informazione e in cui possiamo sperimentare quello che vogliamo. La tecnologia è a disposizione di tutti con prezzi accessibili; dunque, se impiegassimo il nostro tempo a sperimentare qualcosa di diverso, come cambierebbe la nostra vita?

Immaginiamo lo scenario peggiore: nessuno verrà al tuo ristorante, il tuo teatro sarà vuoto o nessuno comprerà il tuo disco? Il fallimento fa parte del gioco e godersi il percorso è l’unico modo per immaginarci un futuro migliore. Possiamo farcela se non smettiamo mai di imparare. Molte competenze possono essere apprese da autodidatta. Forse non diventerai quello che vorrai, ma potrai essere molto meglio di quello che sei ora. Ci troviamo in un mondo dove ognuno di noi deve allenare il proprio talento e fare ciò che ha deciso di fare.

Il problema è che ci sono tantissime informazioni e dobbiamo scegliere solo quelle che ci servono: a volte siamo bombardati da cattiva informazione e bisogna avere il coraggio di proteggerci da chi vuole solo rallentare i nostri sogni.

Il linguaggio è cambiato! Ora dobbiamo raccontare nuove storie a noi stessi e agli altri. Questi racconti devono essere autentici e ispirati dalla voglia di far qualcosa di utile per gli altri. Il linguaggio deve essere semplice, ma non più semplice di quello che serve, altrimenti si raccontano storie che vogliono manipolare, storie che vogliono ingannare. Bisogna riconoscere le storie sincere, le storie che vogliono davvero cambiare le cose.

Quindici anni fa Beppe parlava di rete, mostrava un’applicazione e in pochi secondi poteva contattare qualsiasi attore che non conosceva tramite connessioni in comune. Oggi ci sembra una cosa normale e tutte le applicazioni si basano su questo semplice principio.

In Italia ci sono sessanta milioni di individui, sette miliardi nel mondo: di sicuro esisteranno persone simili a noi, che abbiano i nostri stessi desideri, e persone che siano disposte ad ascoltarci.

La verità è che non impieghiamo tempo a sufficienza per immaginarci chi vogliamo incontrare.

Jeff Weiner, CEO di Linkedin, lascia ogni giorno uno spazio bianco sulla sua agenda: si concede circa due ore di libertà per ogni giornata lavorativa. In queste due ore – che chiama buffer, una sorta di cuscinetto di decompressione tra un appuntamento e quello successivo – Weiner si riposa, riflette sugli incontri che ha avuto, ma, soprattutto, immagina il futuro. Immaginare il futuro vuol dire immaginare le persone che vogliamo conoscere, che vogliamo frequentare, perché l’essere umano è una spugna che assorbe tutto ciò che lo circonda. Nella scelta di queste persone non limitiamoci al nostro settore. Potrebbero ispirarci individui che svolgono le attività più diverse, che hanno un percorso per un qualche verso simile al nostro o che, semplicemente, ammiriamo: scrittori, atleti, attori, filosofi, imprenditori, ingegneri e così via.

Immaginiamoci un mondo diverso, un mondo con domande diverse, dove nessuno ti chieda cosa stai facendo?, ma ti chieda invece come stai?. Mettiamo al centro la persona e facciamo qualcosa di bello per gli altri senza aspettarci nulla in cambio.

Nessuno sa quello che succederà: siamo di fronte a un cambio di civiltà, un mondo di persone e di idee nuove, persone collegate e connesse, persone che condividono esperienze e proposte per immaginare un mondo nuovo. E dobbiamo essere pronti a diventare parte integrante di tutto ciò.

L’AUTORE

ROBERTO VAINO, originario di Nola, città natale di Giordano Bruno, Ha iniziato il suo percorso professionale a Dublino come Ingegnere del Software, è appassionato di Tango e di cucina napoletana. Autore di “Ognuno di noi merita una vita straordinaria”. Da diversi anni tiene seminari all’Università La Sapienza di Roma dove racconta un viaggio per ispirare le persone a credere in una vita straordinaria. www.robertovaino.com